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MARIO PRAZ
Voce dietro la scena
UN’ANTOLOGIA PERSONALE
Non solo grande critico ed erudito, ma
saggista nel senso della più alta tradizio
ne inglese — quella di Lamb e di De
Quincey —, viaggiatore, memorialista,
narratore, Mario Praz ha composto in
questo volume una sua « antologia per
sonale », raccogliendo testi dai caratteri
più diversi, da lui scritti nell’arco di più
di cinquant’anni. Ne è risultato un libro
che forse un giorno apparirà come il
suo più felice in assoluto. Qui, come an
che nella Antologia personale di J. L. Bor
ges, i testi assumono una nuova patina,
per opera del loro nuovo contesto, intri
dendosi di un fascino penetrante e pe
culiare: quello dell’autoritratto. Come
Praz ha voluto precisare nella prefazione
a questa « antologia », egli si sente di ap
partenere alla « categoria delle persone
dotate d’intelligenza imperfetta », quelle
— scriveva Lamb — che « si contentano
di frammenti e di ritagli della Verità »,
che la colgono solo « con un lineamento
o di profilo tutt’al più », perché « le loro
menti sono meramente suggestive ». Ma
i « frammenti »ei« ritagli della Verità »
che Praz è venuto accumulando nella
sua davvero prodigiosa attività, rivolta
nelle più svariate direzioni, formano una
compagine imponente. Da essa Praz ha
distaccato i tanti, perfetti tasselli di que
sto « autoritratto », col quale è riuscito a
compiere un’impresa assai ardua: appli
care a se stesso la stessa chiaroveggenza
critica che ha reso celebri tante sue ri
cerche, giocate sulle risonanze e le filia
zioni. Così, leggendo queste pagine non
solo si avrà la sorpresa di scoprire molti
testi dispersi e spesso ignorati (per molti
saranno qui del tutto nuove certe affa
si inanti prose narrative, che hanno avu
to una circolazione molto ridotta rispetto
ai libri ili critiia), ma si osserverà il lento
53· Roberto Calasso, L’impuro folle (2a ediz.)
54. Joseph Roth, La Cripta dei Cappuccini (8a ediz.)
55. Giorgio Colli, Dopo Nietzsche (2a ediz.)
56. W.H. Hudson, Un mondo lontano
57. Mario Brelich, L’opera del tradimento
58. Il Cantico dei Cantici, a cura di Guido Ceronetti (3“ ediz.)
59. Arthur Schnitzler, Il ritorno di Casanova (2a ediz.)
60. Kenkò, Momenti d’ozio (2a ediz.)
61. Snorri Sturluson, Edda
62. Artemidoro, Il libro dei sogni
63. Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali (4“ ediz?
64. Joseph Roth, Fuga senza fine (6a ediz.)
65. Bhagavad Gita, a cura di A.-M. Esnoul
66. Vasilij Rozanov, Foglie cadute
67. Carlo Collodi, I racconti delle fate
68. Georg Groddeck, Lo scrutatore d’anime (2a ediz.)
69. Joseph Roth, La milleduesima notte (6a ediz.)
70. Alberto Savinio, Nuova enciclopedia (2a ediz.)
71. Georges I. Gurdjieff, Incontri con uomini straordinari
72. Robert Walser, I fratelli Tanner (3* ediz.)
73. John Aubrey, Vite brevi di uomini eminenti
74. Theodore F. Powys, Gli dei di Mr. Tasker
75. Joseph Roth, Giobbe (5“ ediz.)
76. Aleksandr Zinov’ev, Cime abissali, I (2a ediz.)
77. Karen Blixen, Sette storie gotiche (3® ediz.)
78. Hugo von Hofmannsthal, La Torre
79. Alberto Savinio, Il signor Dido
80. Elias Canetti, La provincia dell’uomo (2a ediz.)
81. Emanuel Carnevali, Il primo dio
82. Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana
83. Joseph Roth, Il profeta muto
84. Aleksandr Zinov’ev, Cime abissali, II
85. Salvatore Satta, Il giorno del giudizio (3a ediz.)
86. Fernando Pessoa, Una sola moltitudine
87. Blaise Cendrars, Rapsodie gitane
88. Asvaghosa, Le gesta del Buddha
89. Michail Prisvin, Ginseng
90. Joseph Roth, Tarabas (2a ediz.)
91. Max Stirner, L’unico e la sua proprietà
92. Djuna Barnes, La passione (2a ediz.)
93. Ihara Saikaku, Cinque donne amorose
94. Karen Blixen, Racconti d’inverno
95. Elias Canetti, La lingua salvata
96. Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi
97. Erik Satie, Quaderni di un mammifero
98. Colette, Il puro e l’impuro
dilaniarsi delle linee di una vita. Ed è
questa la « voce dietro la scena » a < ni
allude il titolo. Nel percorrere questo va
sto « museo di simpatie e differenze ■
(Borges) siamo come attirati da un suo
disegno segreto, che neppure l’autore
conosce eppure guida la sua mano. È lo
stesso fascino della « voce dietro la sce
na », che « non manca mai d’efficacia
perché gli uomini sentono che c'è un
canto dietro la scena della loro vita stes
sa », anche se di esso a mala pena « af
ferriamo la rima ».
L’opera di Mario Praz è vastissima e comprende
alcuni saggi ormai classici: da La morte, la carne e
il diavolo nella letteratura romantica (Milano-Roma,
1930; edizione riveduta e aumentata, Firenze,
1966) a Gusto neoclassico (Firenze, 1940; terza edi
zione, aggiornata e notevolmente aumentata, Mi
lano, 1974), dalla Filosofia dell'arredamento (Roma,
1945; seconda edizione, Milano, 1974) agli Studies
in Seventeenth-Century Imagery (volume 1: London,
1939, volume li: London, 1947; Second Edition
considerably increased, Roma, 1964). L'na biblio
grafia degli scritti di Praz aggiornata al 1976 si
trova in appendice alla sua raccolta di saggi Pa
nopticon romano secondo, Roma, 1977. L'ira nuova
edizione ampliata de La casa della vita (1958) è
stata pubblicata nel 1979 presso Adelphi.
In copertina: Johann Heinrich Füssli, The Ladies oj Has
tings, Zollikon, Zurigo (Coll. Martin Hürlimann).
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La casa della vita