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Vivere la rivoluzione
di AleksandraKollontaj
testi scelti acuradi AlixHolt
Garzanti
Traduzione dall'inglese di
Sandra Bolis Gorresio
Prima edizione: luglio 1979
Titolo originale dell'opera:
« Selected Writingsof AlexandraKollontai»
C Allison & Busdy Limited, London
@ Alix Holt, 1977 X/IL.XVI,
AO
@ Aldo Garzanti Editore, 1979
Printed in Italy
Introduzione
Se oggi nell'Unione Sovietica ci si ricorda di Aleksandra Kol
lontaj è solo per la sua teoria del « bicchier d'acqua », cioè del
sesso facile e senza complicazioni, come appunto bere un bicchier
d'acqua. Inoccidente, ilsuo « estremismo » non l'aveva resa finora
degna dell'attenzione degli storici. Ma dalla fine degli anni ses
santa, il rinnovato movimento di liberazione della donna ha ri
messo in discussione tali opinioni. Le femministe hanno comin
ciato a riscoprire nella Kollontaj un personaggio di rilievo nella
storia del movimento, e ora si sta cercando di valutare più atten
tamente che cosa ha significato.
Studiare qualsiasi aspetto particolare della storia sovietica com
porta notevoli difficoltà, poiché molte fonti probabilmente sono
state soppresse e documenti importanti giacciono sepolti in archi
vi inaccessibili: senza fatti nuovi non sempre si riesce a far brec
cia nel muro compatto della verità « ufficiale ». Fortunatamente
molti degli articoli e degli opuscoli scritti dalla Kollontaj erano
stati pubblicati prima che le sue idee fossero accusate di eresia, e
si possono trovare in biblioteche straniere. Inoltre le sue opinioni,
considerate in Unione Sovietica abbastanza pericolose da consi
gliare una presentazione addomesticata, riguardavano pur sempre
argomenti non tanto essenziali da richiedere la distruzione o la
sepoltura negli archivi segreti delle sue opere. Così si sono potute
.reperire quasi tutte, ed è lecito sperare che i brani contenuti in
questo volume in gran parte tradotti per la prima volta - for
niscano un quadro fedele e veritiero del pensiero e dell'attività
politica della Kollontaj e permettano un giudizio più aderente alla
realtà storica.
Più difficile, invece, è raccogliere il materiale biografico neces
sario a ricomporre il ritratto dell'autrice, poiché, salvo rari estrat
ti, non sono mai stati pubblicati o resi altrimenti accessibili né i
diari, né le lettere, né le voluminose memorie, alla cui stesura si
era accinta in Svezia verso la fine della sua carriera diplomatica.
Aleksandra Michajlovna Domontovi'nacque a Pietroburgo il
7
primo aprile 1872. Come molte altre donne che cbbcro nel par
tito socialdemocratico russo un ruolo di primo piano, proveniva
da una famiglia non proletaria e neppure povera. Il padre era un
generale dello zar, di antico e nobile lignaggio (aveva persino un
antenato santo), e la madre era figlia di un facoltoso commercian
te di legname. L'infanzia e l'adolescenza di Sura, come la chia
mavano, furonosimili a quelle di tutte le ragazze della sua estra
zione sociale: lo stesso giro di case di campagna, gite estive, balli
e ricevimenti. La sua educazione fu insomma quella tipica di una
donna della buona società.
Senonché, come annota ilsuo biografosovietico, la bambina era
sensibile e niente affatto disposta ad accettare automaticamente i
privilegi che le venivano dalla posizione sociale. Nel suo diario,
la Kollontaj ebbe a scrivere: « La vita comoda mi piacque fin
dall'infanzia, ma sapere che altri soffrivano mentre io stavo bene
mi addolorava terribilmente. »' Contrariamente ad altre protago
niste del movimento rivoluzionario russo, non abbracciò in gio
ventù le teorie rivoluzionarie, come rimedio ai mali che vedeva
attorno a sé, o l'attività rivoluzionaria come unico scopo della
vita. Si ribellò alla famiglia senza scappare di casa o iscriversi a
un circolo socialista, ma insistendo per sposare, nel 18g3, un lon
tano cugino, Vladimir Kollontaj. I genitori disapprovavano la
scelta ed erano riluttanti a dare il loro consenso alle nozze. Teme
vano che lo sposo, con il solo stipendio di ingegnere, non sarebbe
stato in grado di garantire alla loro figlia il tenore di vita cui era
abituata e consideravano sconvenienti le idee politiche di un gio
vane il cui padre era stato condannato all'esilio. Quei timori do
vevano poi rivelarsi del tutto infondati, poiché Vladimir Kollon
taj, abbandonato presto qualsiasi residuo di romantico liberali
smo, fece un'eccellente carriera, che gli permise di mantenere con
larghezza la moglie. Per cinque anni, fino all'età di 26, Aleksan
dra vissecon suo marito, occupandosi del figlio avuto da lui, col
tivando i propri interessi letterari e godendo la compagnia di un
circolo diamici. Cimisemolto tempo- si lamentava la sua amica
socialdemocratica Elena Stasava - prima di decidere da che
parte stare in politica.
Nel 18g6 una visita alla fabbrica Krengol'mskaja presso Narva,
dove il marito Vladimir lavorava a un impianto di ventilazione,
le rivelò le atrocicondizioni in cui viveva la classe operaia, e nello
1 A.M. Itkina, in Revoljucioner, tribun, diplomat, Politizdat, Mosca
1970, p. 9.
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