Table Of ContentUniversità degli Studi di Bologna - Alma Mater Studiorum
Dottorato di Ricerca in Archeologia, XXII ciclo
L-OR/02 EGITTOLOGIA E CIVILTÀ COPTA
Archeologia e storia del Fayyum durante il Nuovo Regno
Presentata da: Dott.ssa Valentina Gasperini
Relatore: Coordinatore del Dottorato:
Chiar.mo Prof. Sergio Pernigotti Chiar.mo Prof. Lorenzo Quilici
Esame finale anno 2010
Indice
Introduzione p.5
Breve storia degli studi sul Fayyum p.10
Parte prima: analisi dei contesti archeologici p.15
1) le necropoli del Fayyum del Nuovo Regno p.15
- le aree di inumazione di Gurob p.15
Il settore P-S p.15
Il settore Q p.18
Il settore D e il settore G p.21
Il settore W p.24
L‟ipogeo n. 5W p.24
I restanti ipogei del settore W p.27
Il settore H p.37
Il settore di inumazione riservato a pesci, buoi e capre p.42
Considerazioni finali p.50
- Le aree di inumazione di el-Lahun e Kahun p.51
Le deposizioni funerarie di Kahun: l‟ipogeo di Maket p.52
Le restanti deposizioni funerarie dal tessuto urbano di Kahun p.55
Le deposizioni funerarie nell‟area della piramide di Sesostri II p.58
Il settore di inumazione di Kom el Iswid p.60
- Le aree di inumazione di Haraga p.62
- Le aree di inumazione di Hawara p.69
Le aree di deposizione nord, nord-est ed est p.69
La documentazione afferente a Khaemtar p.71
- Conclusioni p.74
2) l‟urbanistica del Fayyum del Nuovo Regno p.77
- L‟insediamento di Gurob p.77
Il tessuto urbano e l‟organizzazione planimetrica dell‟abitato p.77
Le strutture abitative p.79
1
Il palazzo-harem p.81
Depositi di fondazione e materiali votivi nel complesso palatino p.83
Cronologia e analisi stratigrafica delle fasi di frequentazione del complesso palatino p.85
Le funzioni del palazzo-harem p.87
Il “Forte” p.89
Le aree produttive p.92
La struttura templare dedicata al culto di Thutmosi III p.94
- I restanti insediamenti p.97
Kahun p.97
Shedet p.101
Haraga p.107
3) Gli insediamenti del Fayyum del Nuovo Regno attestati da fonti documentarie p.110
4) I papiri fayyumici del Nuovo Regno p.121
I papiri di Kahun p.122
I papiri di Gurob p.129
La documentazione papiracea esterna al Fayyum inerente alla regione p.137
Il papiro Wilbour p.137
Gli altri papiri p.148
Parte seconda: catalogo della documentazione archeologica p.150
Premessa p.150
La documentazione da Gurob p.151
Stele provenienti dal tempio in mattoni crudi dedicato al culto di Thutmosi III
divinizzato p.151
Stele provenienti da contesti funerari p.155
Stele provenienti dal palazzo-harem p.158
Stele di sicura provenienza da Gurob ma di cui non è noto il luogo esatto
di rinvenimento p.159
Materiale ligneo iscritto p.160
Materiale litico iscritto p.166
Vasellame in pietra e metallo recante iscrizioni p.170
Sarcofagi p.171
Pendenti iscritti p.173
Anelli e sigilli incisi con il nome di sovrano o divinità provenienti da Gurob p.175
Scarabei recanti i nomi di divinità p.177
Scarabei recanti la titolatura di sovrani p.179
Corredo funerario dalla tomba di ¦wty p.184
2
Corredo funerario dalla tomba di Tama p.188
Ushabti p.189
Varia p.195
La documentazione da el-Lahun p.198
La documentazione da Kahun p.200
Documenti con iscrizioni dal corredo della tomba di Maket p.201
La documentazione da Haraga p.203
Vasellame in argilla iscritto con titolatura regale p.205
Vasellame in alabastro iscritto con titolature regali p.207
La documentazione da Hawara p.207
La documentazione da Shedet p.208
La documentazione da Medinet Madi p.213
La documentazione da Tebtynis p.216
Documenti fayyumici del Nuovo Regno la cui provenienza esatta è sconosciuta p.217
Catalogo dei papiri p.225
I papiri di Gurob p.225
I papiri di Kahun p.231
Parte terza: ricostruzione storica p.233
1) Il Fayyum durante la XVIII dinastia p.233
Premessa: il Medio Regno e il Secondo Periodo Intermedio p.233
L‟inizio del Nuovo Regno nel Fayyum: dal regno di Ahmose al regno della
regina Hatshepsut p.237
Il regno di Thutmosi III p.244
Amenhotep II e Thutmosi IV p.252
Il regno di Amenhotep III p.258
Amenhotep IV-Akhenaten: l‟epoca di Amarna nel Fayyum p.270
La fine della XVIII dinastia p.288
2) Il Fayyum durante l‟epoca ramesside p.295
3
Gli esordi: Ramesse I e Sethi I p.295
Il regno di Ramesse II p.297
Merenptah, Sethi II e la fine della XIX dinastia p.313
La XX dinastia e la fine del Nuovo Regno p.319
Parte quarta: appendice prosopografica p.328
1) XVIII dinastia: personaggi maschili attestati da fonti epigrafiche p.328
XVIII dinastia: personaggi femminili attestati da fonti epigrafiche p.331
2) Epoca ramesside: personaggi maschili attestati da fonti epigrafiche p.332
Epoca ramesside: personaggi femminili attestati da fonti epigrafiche p.337
3)XVIII dinastia: personaggi maschili attestati da fonti papiracee p.338
XVIII dinastia: personaggi femminili attestati da fonti papiracee p.343
4) Epoca ramesside: personaggi maschili attestati da fonti papiracee p.345
Abbreviazioni p.348
Bibliografia p.350
Tavole p.369
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Introduzione
L‟obiettivo di questo studio è effettuare un‟analisi completa dei contesti archeologici e delle
dinamiche storiche della regione egiziana del Fayyum nel corso del Nuovo Regno (1552 –
1069 a.C.).
La scelta di focalizzare l‟attenzione su questo aspetto particolare della ricerca egittologica
deriva da motivazioni di varia natura. In primo luogo è importante ricordare che, nella storia
degli studi, il Fayyum è sempre stato considerato come un‟area “minore” nel corso della tarda
Età del Bronzo. Se, infatti, paragoniamo le testimonianze afferenti al Medio Regno e
all‟epoca greco-romana a quelle pertinenti al Nuovo Regno, noteremo subito un grandissimo
divario di dati a discapito della documentazione del Bronzo Tardo. Di conseguenza per troppo
tempo l‟interesse degli egittologi è stato rivolto in modo prioritario all‟analisi delle
espressioni archeologiche e storiche della regione contestualizzabili cronologicamente in
epoche diverse dal Nuovo Regno, tralasciando quasi completamente la dinamiche regionali
pertinenti al Bronzo Tardo. La storia dinastica del Fayyum sembrava, infatti, terminare con la
XII dinastia per avere poi una grandiosa ripresa in fase ellenistica, a partire dal regno di
Tolomeo II fino alla fine dell‟epoca tardo-antica. A causa della mancanza apparente di dati, il
Nuovo Regno è sempre stato considerato come un semplice momento di transizione o come
una sorta di intervallo tra le due grandi fasi di sviluppo della regione.
All‟inizio del mio lavoro la prospettiva che mi trovavo, giocoforza, a condividere era questa
e l‟interesse per il Fayyum del Nuovo Regno è nato, di conseguenza, dalla voglia e dalla
curiosità di verificare o smentire questa ipotesi di partenza.
La fase del Bronzo Tardo in Egitto coincide, inoltre, con uno dei momenti di massimo
sviluppo del Paese che, per la prima volta nella sua storia millenaria, si apre completamente al
resto del mondo Mediterraneo, arrivando a dominare, per quasi cinquecento anni, la politica,
l‟economia, i commerci del Vicino Oriente Antico.
Mi trovavo quindi ad una sorta di “bivio” storico, da un lato potevo osservare il momento di
massimo sviluppo imperiale dell‟Egitto, dall‟altro mi ponevo di fronte ad un‟area territoriale,
il Fayyum, che all‟apparenza non sembrava seguire il dinamismo del resto del Paese.
Accanto, quindi, al desiderio di mettere in discussione l‟”assioma” che vedeva nel Fayyum
un‟area dimessa e “implosa” in questo periodo, ho ritenuto altrettanto interessante cercare di
seguire le dinamiche storiche, politiche ed economiche nazionali, assumendo come punto di
vista una realtà provinciale, per poter verificare se fosse possibile o meno individuarne le
linee guida anche in questo territorio.
Mi sembrava di un certo interesse poter analizzare il Nuovo Regno egiziano attraverso la
prospettiva di un‟area liminale che, in potenza, era in grado di offrire uno sguardo meno
ufficiale e più “genuino” su questo momento cruciale della storia non solo dell‟Egitto ma di
buona parte del Mediterraneo Orientale.
La raccolta della documentazione si è rivelata fin da subito abbastanza complessa, poiché le
testimonianze databili al Bronzo Tardo presentano una distribuzione territoriale e cronologica
“a corrente alternata”. Per meglio dire, gran parte dei dati archeologici si contestualizzano, dal
punto di vista geografico, nell‟area d‟ingresso della regione, mentre dal punto di vista
cronologico possiamo osservare come a momenti di grande afflusso di documenti se ne
alternino altri, durante i quali la regione sembra cedere al silenzio delle fonti.
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I siti archeologici che hanno fornito una documentazione sicura relativa al Nuovo Regno
sono solamente sette: Gurob, el-Lahun, Haraga, Hawara, Shedet, Medinet Madi e Tebtynis.
Tutti questi insediamenti, con l‟eccezione di Shedet e Medinet Madi, orbitano nell‟area
d‟ingresso del Fayyum: il resto del territorio sembra non avere lasciato tracce databili a questo
periodo. Questa particolarità archeologica può essere spiegata chiamando in causa vari fattori.
In primo luogo l‟estensione del lago, l‟attuale Birqet Qarun, antico lago Moeris. È altamente
probabile che durante il Nuovo Regno il lago assumesse le proporzioni che gli erano state
proprie nel corso del Medio Regno e che quindi andasse a coprire gran parte della regione,
rendendo ovviamente impraticabile l‟antropizzazione di buona parte dell‟area.
Accanto a questa spiegazione geografico-territoriale se ne possono aggiungere anche altre di
natura storica ed economica. Come vedremo, infatti, l‟area orientale del Fayyum tenderà ad
assumere, per tutto il Nuovo Regno, il ruolo di motore regionale, favorendo un graduale
sbilanciamento dell‟asse del potere dal capoluogo tradizionale dell‟area, Shedet, verso un
insediamento di nuova fondazione, Gurob, che vede sancito il suo dominio regionale
attraverso l‟edificazione, nel cuore del suo tessuto urbano, di un palazzo per la sede della
corte nel Fayyum.
Questo graduale spostamento degli interessi della corte verso l‟area d‟ingresso della regione
trova diverse spiegazioni, come analizzeremo nel corso di questo studio. In primo luogo a
causa di fattori economici, si può infatti dimostrare l‟esistenza di un ramo secondario della via
carovaniera che passava proprio dall‟area orientale del Fayyum, snodo di importanza capitale
per lo smistamento dei commerci verso occidente.
Si possono poi ricordare le motivazioni di carattere militare. È estremamente probabile,
infatti, che l‟area orientale del Fayyum dirigesse le operazioni di difesa territoriale contro le
spinte espansionistiche delle tribù del Deserto Occidentale verso la Valle: la regione
rappresenta infatti la cerniera territoriale tra il Deserto Libico e l‟area del Nilo.
Per quanto riguarda, invece, la distribuzione cronologica dei documenti, ho potuto osservare
che a fasi di grande unione tra la casa regnante e il Fayyum, si alternano momenti di profondo
allontanamento, testimoniati da un vero e proprio crollo della documentazione di matrice
regale nel territorio. Le fasi che vedono un legame forte tra il Fayyum e la casa regnante
coincidono, inoltre, con eventi molto particolari del divenire storico globale dell‟Egitto. In
particolare, si può osservare una profonda unione tra il potere centrale e il Fayyum in
corrispondenza della seconda metà dell‟epoca thutmoside, nel corso del periodo amarniano e
durante tutta la prima metà dell‟epoca ramesside. Se analizziamo la storia regionale seguendo,
come chiave di lettura, la ricerca del consenso al potere, potremo capire la mancanza di
casualità in questo ricongiungimento ciclico tra i sovrani e il territorio, tenendo bene a mente
la storia politica dell‟Egitto durante il Nuovo Regno. Per tutto l‟arco cronologico che si
estende dal regno di Thutmosi III fino a quello di Ramesse II osserviamo un graduale
ampliamento degli interessi della corte verso aree il più possibile svincolate dal meridione del
Paese. È altamente probabile che i sovrani della seconda metà della XVIII dinastia e di buona
parte della XIX avessero cercato di estendere il proprio potere, e soprattutto il proprio
consenso, al di fuori dell‟Alto Egitto per motivazioni legate alla “ragion di Stato”.
Fin dall‟inizio del Nuovo Regno i sacerdoti legati al culto del dio Amon a Tebe tendono ad
accumulare nelle proprie mani un potere religioso e politico che diviene progressivamente
sempre più forte e che si pone in aperto contrasto con quello della dinastia regnante. I sovrani
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cercano di arginare questo pericoloso accumulo di forza, controbilanciando la loro influenza
su aree il più possibile svincolate dal Sud. Questa manovra si riesce a seguire molto bene nel
Basso Egitto, nella fascia territoriale corrispondente all‟attuale Medio Egitto e, a mio avviso,
anche nel Fayyum. In base a quanto vedremo nel corso di questo studio, è dimostrabile che
una serie di scelte di natura politica fossero state applicate anche all‟amministrazione del
Fayyum, proprio in questa ottica.
Se condividiamo una lettura storica di questo tipo, si potrà anche comprendere molto bene il
motivo per cui l‟epoca amarniana sia così ben testimoniata nella regione: il regno di
Akhenaten ha fornito una documentazione senza pari nel Fayyum e la seconda metà della
XVIII dinastia si presenta come una delle fasi storiche di maggior sviluppo dell‟area.
Allo stesso tempo, i momenti di passaggio tra un periodo storico e l‟altro corrispondono nella
regione al silenzio delle fonti. L‟inizio della XVIII dinastia, l‟esordio dell‟epoca ramesside e
la fine della XX dinastia sembrano aver lasciato ben poche tracce. Questo fenomeno si può
spiegare considerando la “provincialità” del territorio: durante i momenti di crisi di potere o di
grandi sconvolgimenti interni di natura politica, la fine dell‟epoca amarniana, o bellica, la
cacciata degli Hyksos e la fine dell‟impero, è naturale che le aree più periferiche risentano in
misura maggiore di questi avvenimenti.
Quanto abbiamo fino ad ora esaminato rende ben manifesto, a mio avviso, come debba essere
seriamente riconsiderato il ruolo della regione in questa fase storica. La documentazione,
infatti, pur non presentandosi abbondantissima, testimonia comunque tutta una serie di scelte
politiche ed economiche nella gestione territoriale che lasciano ben comprendere come la
regione non avesse vissuto in questo periodo nessuna fase di ridimensionamento.
Sicuramente nel corso del Nuovo Regno il Fayyum non diviene sede delle necropoli regali o
non accoglie, nel suo territorio limitrofo, la capitale del Paese, come si era verificato durante
il Medio Regno, ma ciò non significa che la regione fosse stata una provincia abbandonata al
suo destino, come per troppo tempo è stata descritta. Le differenze rispetto al Medio Regno
sono sensibili e molto numerose ma testimoniano semplicemente un cambio nella gestione
politica nazionale, non il distacco dal territorio, come per tradizione si credeva.
La mia ricerca ha la finalità, quindi, di dimostrare tutto quello che è stato fin qui accennato, e
ha l‟obiettivo, inoltre, di gettare nuova luce su una serie di dati archeologici e storici che per
lungo tempo non sono stati adeguatamente studiati e valutati.
Dal momento che non è mai stato effettuato un lavoro e una sintesi d‟insieme su tutta la
documentazione disponibile, ho ritenuto opportuno, in primo luogo, analizzare tutti i contesti
archeologici che hanno fornito testimonianze relative al Nuovo Regno. Tutta la prima parte di
questo studio è quindi dedicata all‟indagine delle aree archeologiche della regione che hanno
fornito materiale databile al Bronzo Tardo e che sono state da me analizzate nei loro aspetti
salienti del loro sviluppo insediativo.
La prima sezione segue due chiavi di lettura: l‟esame delle aree funerarie e l‟indagine dei
tessuti urbani. La decisione di procedere in modo trasversale e di non effettuare la descrizione
delle aree archeologiche sito per sito è stata dettata dalla finalità stessa di questo lavoro, che si
propone una lettura globale delle dinamiche di antropizzazione dell‟area. Per ottenere una
panoramica chiara e avere la possibilità di un raffronto costante tra i diversi insediamenti, ho
ritenuto più appropriato procedere per aree tematiche, piuttosto che analizzare ogni singolo
contesto archeologico come se fosse una realtà a sé stante.
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Apparirà chiara fin da subito la sproporzione nella distribuzione dei dati: se l‟area
archeologica di Gurob si presenta ricca di testimonianze, al contrario gli altri siti hanno
restituito un numero decisamente inferiore di documenti. A buon diritto Gurob può essere
considerato come un vero e proprio “sito guida” per comprendere le dinamiche storiche della
regione in questo periodo, tenendo tuttavia sempre ben presente che questo insediamento, una
vera e propria città regale in questa fase storica, presenta una serie di particolarità che
derivano dal suo rapporto privilegiato con la casa regnante. Se el-Lahun, Haraga e Shedet
hanno restituito un discreto numero di documenti, al contrario Medinet Madi, Hawara e
soprattutto Tebtynis presentano testimonianze decisamente più rarefatte e non è sempre facile
riuscire a darne una giusta interpretazione.
A ciò si aggiunga che tutti questi siti sono stati indagati tra la fine dell‟Ottocento e l‟inizio
del secolo scorso, per cui la loro “lettura” è filtrata da una prospettiva d‟indagine obsoleta e
figlia delle aspettative e del clima culturale del tempo. Un esempio lampante è offerto dal
drammatico sbilanciamento di dati a favore delle aree funerarie piuttosto che di quelle urbane:
queste ultime non rientravano negli interessi scientifici delle spedizioni archeologiche del
tempo, gli studiosi rivolgevano il loro sguardo principalmente all‟analisi degli aspetti funerari
della civiltà egiziana. Come si può facilmente immaginare anche le pubblicazioni dei
materiali risentono in modo drammatico del punto di vista dal quale sono stati analizzati e, in
quasi tutti i casi, le informazioni che si possono da esse ricavare sono molto labili.
Accanto allo studio delle aree archeologiche, ho ritenuto opportuno analizzare anche la
documentazione papiracea ed epigrafica proveniente dalla regione o ad essa relazionata. Una
sezione è dedicata completamente all‟analisi dei papiri autoctoni fayyumici, alla quale segue
una parte riservata a tutti i testi che trattano della regione, per quanto rinvenuti in altre aree
del Paese.
La sezione rivolta ai documenti epigrafici riguarda principalmente lo studio dei toponimi
fayyumici di cui non si conosce ancora l‟esatta referenziazione territoriale e che sono attestati
soprattutto da una serie di liste geografiche, incise sulle pareti di almeno quattro templi, in
altri casi questi toponimi sono individuabili anche in stele confinarie o statue votive
provenienti da aree templari.
La seconda parte del lavoro è riservata, invece, alla catalogazione di tutti i documenti iscritti
provenienti dalla regione, suddivisi sito per sito.
Tutto il materiale raccolto nelle precedenti sezioni è stato successivamente convogliato nella
ricostruzione delle dinamiche storiche della regione tra la XVIII e la XX dinastia,
quest‟ultima parte rappresenta la sintesi finale di tutto il lavoro. La scelta di suddividere la
storia del Fayyum tra XVIII dinastia da un lato ed epoca ramesside dall‟altro deriva dal fatto
che queste due fasi del Nuovo Regno presentano una profonda coerenza interna, di natura
politica, sociale, economica e culturale. Poiché questa sorta di dualismo, come naturale, è
rispecchiato anche nel divenire storico del Fayyum, mi è parsa appropriata una divisione
storica di questo tipo.
In questa terza parte ho cercato di mettere in luce le caratteristiche storiche salienti dell‟area,
seguendo soprattutto il rapporto tra la casa regnante e la regione, dal momento che gli aspetti
più prettamente legati alla “quotidianità” del territorio sono stati affrontati nella prima parte di
questo studio, relativo all‟analisi dei contesti archeologici.
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L‟appendice relativa alla prosopografia dei personaggi, maschili e femminili, della regione
documentati nel Bronzo Tardo chiude l‟intero elaborato.
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Description:molto labili, in seconda istanza dal momento che forme di culto ad Hathor tuttavia a principi propri di una mentalità diversa rispetto a quella che