Table Of ContentTitolo originale Logisch-philosophische Abhandlung
Copyright 1922 by Routledge & Kegan Paul Ltd, London
© 1989 Giulio Einaudi editore s. p. a., Torino
ISBN 88-06-11498-0
Ludwig Wittgenstein
TRACTATUS LOGICO-PHILOSOPHICUS
Testo originale a fronte
Introduzione di Bertrand Russell
A cura di Amedeo G. Conte
Giulio Einaudi editore
WITTGENSTEIN NON POSTUMO
di Amedeo G. Conte
1. Topologia del Tractatus
Πλέον ήμισυ παντός.
La metà è più del tutto.
ESÍODO.
1.1 . «La mia opera consta di due parti: di ciò che qui è scrit
to, e di tutto ciò che io non ho scritto. E proprio questa
seconda parte è quella importante»: «Mein Werk be
steht aus zwei Teilen: aus dem, der hier vorliegt, und
aus alledem, was ich nicht geschrieben habe. Und gerade
dieser zweite Teil ist der Wichtige. »
Così (con un paradosso che rievoca il detto di Esiodo, Le
opere e i giorni: «La metà è più del tutto»1, ed il memora
bile commento ad esso di Baltasar Gracián, El héroe2)
scrive Ludwig Wittgenstein (Vienna, 26 aprile 1889 -
Cambridge, 29 aprile 1951), in una lettera del 1919, a
proposito del suo Tractatus logico-philosophicus.3
Ciò che Wittgenstein scrive per il Tractatus logico-phi
losophicus (questo titolo latino, che trasparentemente
esempla Tractatus theologico-politicus di Baruch Spinoza,
1 Hes. Erga, 40.
2 «Una mitad en alarde y otra en empeño más es que un todo declarado»: «Una
metà ostentata e un’altra lasciata intravvedere valgono più di un tutto apertamente
dichiarato. » Baltasar Gracián, El héroe, 1637. In Baltasar Gracián, Obras comple
tas. Aguilar, Madrid 1960, p. 6. (Traduzione italiana di Antonio Gasparetti: L'e
roe. Guanda, Parma 1987, p. 32. )
3 Ludwig Wittgenstein, Briefe an Ludwig von Ficker. Herausgegeben von
Georg Henrik von Wright und Walter Methlagl. Otto Müller, Salzburg 1969,
Brief 23, p. 76.
VIII WITTGENSTEIN NON POSTUMO
è stato suggerito da George Edward Moore per l’edizione
bilingue del 1922, ed è prevalso su Philosophical Logic)
vale per la totalità della sua opera. In effetti, ciò che, del
l’opera di Wittgenstein, storicamente più è fecondo è
non il Tractatus, la parte presente, ma l'altra parte, la par
te assente: l'opus postumum, il Nachlaß.
Nella storia della filosofia contemporanea, il Tractatus è
un terminus ad quem, non un terminus a quo.
1.2. Nel linguaggio dei marinai, opera morta è la parte dello
scafo la quale emerge dall’acqua. Ora, il Tractatus è l’o
pera morta di Wittgenstein. In effetti, esso è il suo unico
libro filosofico non postumo. Tranne tre brevissimi
scritti, tutto il resto (sono già otto i volumi delle Schrif
ten, nelle quali l’editore Suhrkamp pubblica il Nachlaß di
Wittgenstein) è apparso solo dopo la morte del suo auto
re (1951).
1.3. Oltre il Tractatus logico-philosophicus (1921), il presente
volume (che appare nel centenario della nascita di Witt
genstein) raccoglie, probabilmente per la prima volta,
tutti gli altri scritti filosofici non postumi di Wittgen
stein:
(I) la recensione di The Science of Logic, di Peter Cof-
fey (1913);
(II) Some Remarks on Logicai Form (1929);
(III) una Letter to the Editor of«Mind» (1933). 4
Sia del Tractatus, sia degli altri tre scritti, è riprodotto a
fronte, sinotticamente, il testo originale. 5
4 Oltre i quattro scritti qui riprodotti, Wittgenstein ha pubblicato in vita un
quinto scritto: un dizionario per le scuole elementari intitolato appunto Wörterbuch
für Volksschulen (1926).
5 La traduzione del Tractatus stampata nel presente volume (1989) riproduce,
con numerose innovazioni e correzioni, la traduzione primamente apparsa in Lud
wig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus e Quaderni 1914-1916. A cura di
Amedeo G. Conte, Einaudi, Torino 1964, pp. 1-82.
TOPOLOGIA DEL TRACTATUS IX
Il presente volume è integrato dalla Introduzione di Ber
trand Russell6, da una Cronologia 1889-1989 delle vicen
de di Wittgenstein e della sua opera, da una Bibliografia
1913-1989 e da un Indice dei nomi. 7
6 Bertrand Russell, Introduction. In Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-
philosophicus. Kegan Paul, Trench, Trubner and Co., London 1922, pp. 7-23.
7 Ai tre scritti minori ho apposto alcune note. Non, invece, al Tractatus, del
quale annoterò qui solo il motto.
Il motto (come ha documentato Herbert Spiegelberg) risale ad uno scritto di
Ferdinand Kürnberger (Vienna 1821 o 1823 - München 1879): Das Denkmalsetzen
in der Opposition, primamente apparso (come avverte Paola Schulze-Belli) nella ri
vista «Deutsche Zeitung», Spätherbst 1873.
Questo saggio del 1873 è uno dei saggi raccolti nel volume: Ferdinand Kürn
berger, Literarische Herzenssachen. Reflexionen und Kritiken, 1876; Neue wesentlich
vermehrte Ausgabe: Georg Müller, München und Leipzig 1911 (F. Kürnberger,
Gesammelte Werke. Herausgegeben von Otto Erich Deutsch. Band 2).
Nella seconda edizione (1911) di Literarische Herzenssachen, il saggio Das Denk
malsetzen in der Opposition è alle pp. 310-42, e il passo di esso che sarebbe divenuto
il motto del Tractatus è alla p. 312.
Riproduco l’intiero passo, al termine del quale appare il motto del Tractatus:
«So haben ganze Welten von Vorstellungen, wenn man sie wirklich beherrscht,
in einer Nuß Platz, und alles, was man weiß, nicht bloß rauschen und brausen ge
hört hat, läßt sich in drei Worten sagen. »
2. Cronologia 1889-1989
1889 Ludwig Josef Johann Wittgenstein nasce a Vienna il 26
aprile 1889 (esattamente cinque mesi prima dell’altro
protagonista della filosofia contemporanea, Martin
Heidegger, 1889-1976, il quale è nato, a Meßkirch, il
26 settembre 1889). 8
Come tutti i biografi ricordano, dei suoi sette fratelli
tre sono morti suicidi: Hans (1902), Rudolf (1904),
Kurt (1918).
Degli altri fratelli (Hermine, Helene, Margarete, Paul),
il più noto è Paul, pianista (1887-1961). A Paul Witt
genstein, che aveva perso sul fronte russo il braccio de
stro, numerosi musicisti hanno dedicato composizioni
pianistiche per la mano sinistra. Di esse, le più note sono
opera di Maurice Ravel (1875-1937), Sergej Sergeevic
Prokof'ev (1891-1953), Richard Strauß (1864-1949). 9
1903 Wittgenstein si iscrive alla Staatsoberrealschule di Linz
(Austria), ove consegue il diploma di maturità nel 1906.
8 In quello stesso anno, nasce Charles Kay Ogden (1889-1957), il quale curerà,
con Frank Plumpton Ramsey, la prima traduzione del Tractatus di Wittgenstein.
9 Maurice Ravel (1875-1937), Concerto in re per la mano sinistra (1931);
Sergej Sergeevic Prokof'ev (1891-1953), Quarto concerto in si bemolle mag
giore per pianoforte (1931);
Richard Strauß (1864-1949), Parergon zur Symphonia domestica per pianofor
te e orchestra, op. 73 (1925), e Panathenäenzug, studio sinfonico in forma di pas
sacaglia, per pianoforte e orchestra, op. 74 (1927).
Altri compositori che, per Paul Wittgenstein, hanno composto pezzi per la ma
no sinistra sono: Benjamin Britten, Hans Gàl, Paul Hindemith, Erich Wolfgang
Korngold, Josef Labor, Franz Schmidt, Ernest Walker. (Di queste ultime indica
zioni sono debitore a Maria Cecilia Farina. )
CRONOLOGIA 1889-1989 XI
1906 Dopo l’esame di maturità a Linz, Wittgenstein si iscri
ve alla Technische Hochschule (Politecnico) di Berlin-
Charlottenburg (Germania), alla quale egli studierà per
due anni.
1908 Wittgenstein passa dalla Technische Hochschule di
Berlino alla Facoltà d’ingegneria di Manchester (Gran
Bretagna), per proseguire i suoi studi di ingegneria ae
ronautica.
1911 Dopo un incontro con il logico Gottlob Frege
(1848-1925), Wittgenstein passa da Manchester a
Cambridge, per studiare logica presso Bertrand Russell
(1872-1970).
1913 Wittgenstein pubblica il primo dei cinque scritti appar
si durante la sua vita: una polemica recensione d’un
trattato di logica scritto da Peter Coffey (1876-1943):
The Science of Logic, 1912.
(Questa recensione è riprodotta e tradotta nel presente
volume, alle pp. 178-83. )
1914 Prima menzione di Wittgenstein in una pubblicazione
filosofica. A menzionarlo è Bertrand Russell, nel libro
Our Knowledge of the External World. 10
1914 Nella guerra 1914-18, Wittgenstein presta servizio mi
litare nell’esercito austriaco (egli si era arruolato come
volontario) prima sul fronte orientale, poi sul fronte
meridionale.
1918 Durante una licenza, nell’estate del 1918, Wittgenstein
termina il manoscritto del secondo degli scritti non po
stumi: la Logisch-philosophische Abhandlung (Tractatus
10 Fonte: Guido Frongia, Guida alla letteratura su Wittgenstein. Argalìa, Urbino
1981, p. 99.
XII WITTGENSTEIN NON POSTUMO
logico-philosophicus), saggio che tuttavia rimarrà inedi
to sino al 1921.
1918 Al finire della guerra, Wittgenstein è fatto prigioniero
dagli italiani presso Trento, e trasferito in un campo di
prigionia a Cassino.
1919 Wittgenstein si iscrive ad una Lehrerbildungsanstalt
(istituto magistrale) a Vienna, ove conseguirà nel 1920
il diploma di maestro elementare.
1920 Dal 1920 al 1926 Wittgenstein insegna, come maestro
elementare, in alcuni paesi della Bassa Austria (Nieder-
Osterreich): Trattenbach, Puchberg, Otterthal.
In memoria di questa sua attività, dal 1976 si tengono
(in un paese, Kirchberg am Wechsel, vicino ai luoghi
nei quali Wittgenstein ha insegnato) affollati congressi
internazionali di filosofia, i Wittgenstein-Symposien di
Kirchberg. (Di questi Symposien, Wittgenstein è solo
l’epònimo; essi sono, infatti, dedicati a temi teoretici, e
solo una sezione è dedicata al pensiero del filosofo dal
quale essi prendono il nome. )
1921 Appare la maggiore delle opere di Wittgenstein: la
Logisch-philosophische Abhandlung.
1922 La Logisch-philosophische Abhandlung riappare, sotto il
nuovo titolo: Tractatus logico-philosophicus, con tradu
zione inglese a fronte.
La traduzione (anonima) è ascritta al giovanissimo
Frank Plumpton Ramsey (1903-30) ed a Charles Kay
Ogden (1889-1957).
L’opera di Ramsey è raccolta nel volume (postumo) The
foundations of Mathematics and Other Logical Essays.
Routledge, London 1931.
Dell’opera di Ogden, il documento più noto è il libro:
Charles Kay Ogden, Ivor Armstrong Richards, The
Meaning of Meaning. Kegan Paul, London 1923.
CRONOLOGIA 1889-1989 XIII
(Il Tractatus logico-philosophicus è riprodotto e tradotto
nel presente volume, alle pp. 1-175. )
1926 Wittgenstein pubblica il terzo dei cinque scritti non po
stumi. Esso è un’opera anomala, anomala anche per
uno studioso atipico come Wittgenstein. In effetti, si
tratta d’un dizionario per le scuole elementari: Wörter-
buch für Volksschulen, 1926.
(Il Wörterbuch è apparso anche nella traduzione italiana
di Dario Antiseri: Dizionario per le scuole elementari,
1978. )
1926 Sempre nel 1926, Wittgenstein abbandona l’insegna
mento elementare, e lavora, per qualche tempo, come
giardiniere in un convento di Hütteldorf.
1926 Wittgenstein progetta e costruisce una casa, in Vienna,
per sua sorella Margarete. (Il Wittgenstein-Haus, al nu
mero 19 della Kundmanngasse, è tuttora mèta di pelle
grinaggi per i numerosi studiosi che, in Wittgenstein,
riconoscono il loro punto di partenza, o un loro punto
di riferimento).
1927 Appare la seconda delle traduzioni del Tractatus: Ming
li lun, traduzione cinese di Chang Shèn-Fu.
1929 Wittgenstein ritorna a Cambridge. Il Tractatus (che nel
1922 era apparso in edizione bilingue), viene accettato
come tesi di dottorato.
1929 Wittgenstein pubblica il terzo dei suoi scritti filosofici
non postumi: Some Remarks on Logicai Form.
(Il saggio è riprodotto e tradotto nel presente volume,
alle pp. 184-201. )
1930 Wittgenstein diviene fellow del Trinity College di
Cambridge.
XIV WITTGENSTEIN NON POSTUMO
1933 Di Wittgenstein appare il quarto ed ultimo degli scritti
filosofici non postumi (il quinto in assoluto): una breve
lettera al direttore della rivista «Mind», George Ed
ward Moore. In essa, egli protesta contro l’interpreta
zione che, del suo pensiero, ha dato Richard Bevan
Braithwaite.
(La lettera di Wittgenstein è riprodotta e tradotta nel
presente volume, alle pp. 202-5. )
1935 Wittgenstein è menzionato per la prima volta in uno
scritto filosofico italiano. A citare Ludwig Wittgen
stein (anzi: «Ludovico Wittgenstein») è Ludovico Gey
monat, nel saggio Nuovi indirizzi della filosofia austriaca,
apparso in «Rivista di filosofia», 26 (1935), pp. 250-65.
(Su Wittgenstein, Geymonat ritornerà in scritti del
1936 e del 1945. )
1939 Nell’anno del suo cinquantesimo compleanno, Witt
genstein è nominato professore a Cambridge, quale
successore di George Edward Moore (1873-1958).
1947 Wittgenstein abbandona l’insegnamento a Cambridge,
e si trasferisce in Irlanda, ove compie la seconda parte
della più celebre delle sue opere postume: le Philosophi-
sche Untersuchungen. (Esse appariranno solo nel 1953. )
1949 Wittgenstein visita il suo discepolo e biografo Norman
Malcolm ad Ithaca (U.S . A. ). Al ritorno in Gran Breta
gna, è diagnosticata la malattia che lo condurrà a morte
nel 1951.
1951 Wittgenstein muore in Cambridge, tre giorni dopo il
sessantaduesimo compleanno, il 29 aprile 1951.
Le ultime parole da lui dette sono, sembra:
«Teli them I’ve had a wonderful life»: «Dite loro che
ho avuto una vita meravigliosa. »