Table Of ContentARMANDO MA'ITEO
PRESENZA INFRANTA
Il disagio postmoderno
del cristianesimo
Prefazione di Elmar Salmann
CittadeUa&Jitrice
In copertina:
J.M.W. Turner, «Shipwreck of the Minotaur», olio su tela,
Museu Calouste Gulbenkian, Lisboa [http://commons.wi.kimediaorg/].
copertina
Raffaele Marciano
© Cittadella Editrice -Assisi
www.cittadellaeditrice.com
1• edizione in Studi e ricerche: maggio 2008
I• ristampa: settembre 2008
I• edizione in Teologia Saggi: febbraio 2011
ISBN 978-88-308-1131-7
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comma4, della legge 22aprile1941n.633 owero dall'accordo
stipulato tra SIAE, AIE, SNS E CNA, CONFARTIGIANATO, CASA,
CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre
2000. Le riproduzioni per uso differente da quello personale
potranno awenìre solo a seguito di specifica autorizzazione
rilasciata dall'edltore.
Al Cardinale
Carlo Maria Martini
Il volume è apparso nel 2008 nella Collana Studi e ricerche.
Giunto alla seconda ristampa viene collocato nella Collana
Teologia saggi.
Ringraziamenti
Desidero sinceramente ringraziare molti per il sostegno
offertomi lungo il travaglio del viaggio che ha portato a que
sto testo, che sostanzialmente riproduce la tesi di dottorato in
teologia fondamentale discussa il 25 maggio 2007 presso la
Pontificia Università Gregoriana in Roma, e preparata sotto la
guida decisa e incoraggiante, generosa ed efficace, del Prof. p.
Elmar Salmann osb, il quale ne ha pure voluto benevolmente
accompagnare l'uscita in volume con una magnanima Prefa
zione.
A ciascuno, grazie!
ARMANDO MATTEO
LE RIVOLUZIONI CULTURALI
E LA lVIETAMORFOSI DEL CRISTIANESIMO.
La scommessa pascaliana dopo il Novecento
Prefazione di Elmar Salmann
Già agli albori della futura modernità, nel pieno Seicento,
ali' epoca delle Guerre di Religione e dell'emergenza della clas
se borghese, si constata un affievolirsi delle opzioni cristiane,
una prima presa di distanza nei loro confronti, un cambiamen
to di tono nel presentarsi della fede. Per la prima volta "dopo
Costantino", la religione viene colta da uno sguardo estraneo,
da fuori, e si vede contestata e difesa per via di logiche che
non sono sue propne.
Ed è forse per questo che nasce il giansenismo che, secon
do me, potrebbe essere letto come un primo laboratorio di un
cristianesimo minoritario, profeticamente qualificante e cul
turalmente competente, incisivo e fecondo - fino al suo con
cretarsi nelle sfere della logica, della dialettica (negativa), del
costume (il ruolo dei salotti e delle donne), della pedagogia,
del teatro e della pittura.
E cosa dire del tardo Novecento? Già agli inizi di questo
strano secolo assistiamo ai primi sussulti del futuro postmo
derno: le novità stravolgenti in psicoanalisi, sociologia, fisica,
pittura, romanzo, musica e filosofia (fenomenologia, critica
del linguaggio, pragmatismo, dialoghismo) denotano e annun
ciano un mondo poliedrico, pluriprospettico, strutturale - e
sono le élites dell'ebraismo secolarizzato che scoprono e pro
muovono una tale visione e prassi culturale.
Questo sviluppo viene bruscamente interrotto e contrariato
dalle due Guerre mondiali e dall'emergere delle due reazioni
8 Prefazione
ataviche alla modernità portate avanti con gli strumenti tecni
ci della medesima: il comunismo e il fascismo con il loro stra
no e conseguente antisemitismo. Il trionfo stregante, il terrore
e il naufragio di queste ideologie vitali e necrofili ci viene de
scritto da opere come Arcipelago Gulag e reso comprensibile
da tre autori di lingua francese: M. Tournier (Il Re degli onta
ni), L.-F. Céline (la trilogia nordica e Viaggio al termine della
notte) e J. Littel (Le benevole), fornendo delle radiografie spie
tate del XX secolo. Lo sfaldarsi di questi miti ideologizzati e
razionalizzati lascia dietro di sé una terra bruciata e porta negli
anni '50 ad un risveglio della religiosità che viene - almeno
nell'Occidente - smentito dalla rivoluzione culturale del '68,
il vero inizio della mentalità "postmoderna", democratica,
emancipata, creativa. Così le scoperte e gli incubi del Nove
cento portano a filosofie della differenza, della kenosi, della
pluralità e della non-violenza. Pare che sia arrivata l'ora di ri
prendere lo stile di un "agostinismo illuminato" che saprebbe
cimentarsi con queste istanze culturali e filosofiche attuali.
Ed ecco ci troviamo alla soglia del lavoro di Armando Mat
teo, di fronte ad un'opera succinta, mirabilmente costruita, per
fettamente orchestrata, dialetticamente pensata, arditamente
proposta. Già le proporzioni e le corrispondenze strutturali di
mostrano il suo equilibrio polare-dialogico-dialettico: il primo
e il quinto capitolo si aprono al kairos, gli altri presentano al
cuni temi centrali del postmoderno (dono - non-violenza-al
terità contra la medesimità idolatrica metafisica, la logica del
sacrificio, l'identità istituzionale e ideologica) in vista della vi
vibilità e proponibilità della fede cristiana in un momento che
contesta tutti i suoi assunti classici e il suo statuto maggiorita
rio. E sono, di nuovo, tre francesi (Marion, Girard e de Certeau)
che ci presentano il pathos delle logiche e delle strutture di una
fede che supererebbe i difetti dell'impostazione classica del
cattolicesimo e che saprebbe fornire una lettura evangelica e
ora accessibile di esso. Siccome anche queste visioni "parigi
ne" risultano parziali e tendono ad esasperare la loro contro-
Prefazione 9
lettura profetica, il testo deve proseguire con, contro e oltre
loro, per garantire una visione ardita e conveniente, profetica
e dogmatica, minoritaria ed ecclesialmente vivibile del mi
stero e della realtà.
Ne nasce una proposta per poter pensare e vivere uno stile di
fede cristiana che si costituirebbe alle e sotto le condizioni di
oggi - e di vivere e pensare il postmoderno ali' insegna dell'istanza
di un cristianesimo riletto, rivisitato - un incrocio dialettico, dia
logico, staurologico e vitale che ricorda 1' ardito della scommes
sa pascaliana e del suo inverarsi patico-pratico-culturale.