Table Of ContentTesto didattico adottato dalla SICOOL, dalla Scuola Olistica del CONACREIS
e dall'Accademia Olistica del Villaggio Globale di Bagni di Lucca.
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MANUALE DI
COUNSELING OLISTICO
Il Counseling come processo di aiuto alla Crescita Umana
Manuale teorico pratico di Psicologia Olistica
Curato dal Dott. Nitamo Federico Montecucco
Docenti: Prof. Enrico Cheli, Dott. Roberto Sassone,
Dott. Mario Betti, Dott. Luisa Barbato, Dott. Marifa De Benedetti,
Dott. Massimo Marini, Dott. Lucia Vigiani, Kapil Pileri,
Dott. Giuseppe Pagliaro.
AGGIORNAMENTO AGOSTO 2010
A cura di Antonella Nanni
In verde: materie fondamentali da studiare dettagliatamente, temi precisi delle domande d’esame
In giallo: materie importanti da studiare bene, possono essere argomenti delle domande d’esame
In azzurro: parti da leggere e capire, possono essere temi generali delle domande d’esame
Adattamento dal dattiloscritto della “Settimana di Formazione in Counseling Olistico”
Villaggio Globale – Villa Demidoff – Bagni di Lucca
25 Agosto / 3 Settembre 2005 - 26 Agosto / 1° Settembre 2006
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INTRODUZIONE GENERALE
Dott. Nitamo Montecucco
Il Manuale del Counseling Olistico è una introduzione generale alle basi culturali, teoriche e pratiche
del Counseling orientato alla Psicologia Olistica. Abbiamo deciso di redigere questo Manuale perché non
mi risulta si possa trovare né in Italia né all’estero un testo introduttivo alla Psicologia Olistica per
Counselor di questa ampiezza e di livello così elevato, ossia che tratti della “relazione di aiuto” del
Counseling come processo di crescita umana e di sviluppo del potenziale umano.
Ogni disciplina psicologica ha le sue caratteristiche, i suoi modelli, i suoi linguaggi e una propria visione
terapeutica, e di fatto, tranne in pochissimi casi, non esiste una relazione trasversale tra le varie scuole.
L’essere umano è uno e necessita di un aiuto ai suoi disagi e alle sue malattie di tipo unitario.
Il Manuale, di tutto il vastissimo ambito delle culture spirituali e delle psicologie, ha il proposito di dare
una visione orientata alla crescita umana.
Questo Manuale rappresenta una reale sintesi tra le varie scuole di psicologia, di neuropsicologia, di
meditazione; frutto di un lavoro di più di trent’anni portato avanti dalla nostra scuola e individualmente
da tutti i suoi docenti. Il nostro intento è fornire strumenti psicologici di base, fare una sintesi dell’enorme
massa di informazioni in modo che non sia necessario perdersi in troppa lettura, e possano essere ben
chiari i propri limiti da una parte e la bellezza della psicologia dell’essere dall’altra.
L’approccio Olistico al Counseling, trattato nel Manuale, fornisce un’idea generale della Psicologia
secondo le normative europee della formazione al Counseling, che richiedono la conoscenza delle basi di:
psicologia generale, psicologia dell’età evolutiva, psicodinamica, psicopatologia, deontologia
professionale, setting.
Il “Manuale del Counseling Olistico” si basa su termini, nozioni e concetti esposti in modo preciso ed
esaustivo nel libro “Psicosomatica Olistica” di Nitamo Federico Montecucco, Ed. Mediterranee Roma-
2000, il principale testo di riferimento.
Tratteremo, nel primo capitolo, della Cultura Planetaria e l’Evoluzione Umana, continueremo con un
secondo capitolo più pratico sul Counseling Olistico, un terzo capitolo più psicologico sulle Basi
Teorico-filosofiche della Psicologia Olistica e un quarto sulle Basi Scientifiche della Psicologia
Olistica.
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LA CULTURA PLANETARIA E L’EVOLUZIONE UMANA
Cultura planetaria ed evoluzione umana
Il “Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria” è uno dei più importanti documenti della nuova
cultura, firmato nel 1998 da artisti, scienziati e Premi Nobel per la Pace. "Abbiamo raggiunto un punto di
cruciale importanza nella nostra storia. Siamo all'inizio di un nuovo periodo di evoluzione sociale,
spirituale e culturale. Stiamo evolvendo verso un sistema interconnesso, basato sull'informazione, che
abbraccia l'intero pianeta. La sfida che ora dobbiamo affrontare è quella di scegliere il nostro futuro. La
nostra generazione è chiamata a decidere il destino della vita su questo pianeta, a creare una società
globale pacifica e cooperante, continuando così la grande avventura dello spirito e della consapevolezza
sulla Terra".
Il nostro pianeta si sta trasformando in modo velocissimo, e così anche il nostro modo di vivere si è
modificato in modo drammatico nel giro degli ultimi decenni senza permetterci di adeguarci. La scienza e
la tecnica si sono sviluppate molto più rapidamente della nostra coscienza, il risultato è un evidente
malessere globale identificabile con: guerre, stress, inquinamento, disastri ambientali, confusione nelle
relazioni, paura di vivere, mercati impazziti, ansia, disuguaglianze sociali e razziali, futuro incerto.
La maggior parte delle persone vive passivamente questo stato di crisi globale e disgregazione aspettando
che qualcuno (Lo stato? L’ONU? Il comune?) risolva questi problemi.
I creativi culturali
Una parte consistente della società, circa il 35% della popolazione adulta, secondo le ricerche
sociologiche della American Demographics, si è invece spontaneamente attivata per creare un
cambiamento, per migliorare la vita in ogni suo aspetto, per far emergere una nuova cultura migliore di
quella attuale. Questa creativa e ottimista massa in rapido sviluppo (negli anni settanta era intorno
all’1%), crea cambiamenti culturali che influenzano e influenzeranno sempre più profondamente non solo
le loro stesse vite, ma anche la società nella sua globalità. Il sociologo americano Paul Ray e la psicologa
Sherry Anderson, gli autori della ricerca, li hanno chiamati “Creativi Culturali” in quanto stanno dando
forma ad un nuovo tipo di cultura per il XXI^ secolo, che nasce da un profondo cambiamento di valori,
delle priorità e dello stile di vita. Sono coloro che effettuano un cambiamento di paradigma
comportamentale e mentale rispetto ai vecchi schemi di riferimento, in qualunque ambito svolgano la
propria opera. I creativi culturali sono distribuiti trasversalmente nella società, il 60% sono donne!
La nuova cultura del benessere globale
Le ricerche hanno rivelato che la nuova cultura emergente è caratterizzata da serie prospettive ecologiche
e globali, visione olistica della vita, enfasi sulle relazioni, orientamento alla spiritualità e allo sviluppo
psicologico, alla medicina naturale e olistica, all’apertura transculturale e alla coscienza planetaria,
insoddisfazione verso le grandi istituzioni della vita moderna e rifiuto del materialismo come base della
vita e dello stato sociale. Nascono così – spontaneamente – operatori creativi e attivi nelle cinque
principali aree della nuova cultura:
1) ecologia, ambiente e sostenibilità: formata da - ambientalisti, animalisti, verdi, bioarchitetti, le
associazioni che si occupano di rispetto dell’ambiente (WWF, Lega Ambiente, Green Peace,
World Watch Institute), esperti di diritti degli animali, di riciclaggio, etc.
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2) salute naturale e medicina olistica: formata da - medici omeopati e agopuntori, erboristi,
naturopati, macrobiotici, massaggiatori, vegetariani, chiropratici, che propongono e praticano le
medicine “alternative”.
3) pace, cultura globale e diritti umani: formata dalle associazioni pacifiste, neo global,
transculturali, dalle associazioni di volontariato, dagli artisti e gli attori impegnati, i garanti delle
minoranze e dei diritti umani (Amnesty, Survival, Emergency, etc.).
4) economia e consumo etico: formata dagli economisti e finanzieri etici, i gruppi di consumo
critico, le associazioni per il Commercio Equo Solidale, la Banca Etica, Altro Consumo, etc.
5) la ricerca di sé e la spiritualità: formata da tutti coloro che sono orientati alla ricerca interiore,
da tutte le associazioni di yoga, di preghiera e di meditazione, dai terapisti transpersonali che
propongono gruppi di crescita e di evoluzione, che trasmettono nuove e antiche vie al divino e
nuove tecniche di consapevolezza.
Tutti questi operatori fanno parte di un unico grande movimento culturale planetario, anche se non ne
sono ancora pienamente coscienti, in quanto vivono realtà separate. La consapevolezza di essere parte di
questa unità può creare una grande forza coesiva e un movimento di opinione capace di fare mutare il
nostro pianeta verso un futuro sostenibile.
Il paradigma olistico: dalla divisione alla coscienza globale
La nuova cultura emergente - pur nella sua estrema varietà di visioni - si muove sulla base di un
Paradigma Olistico, che offre una visione unitaria e globale dell’essere umano e del pianeta. L’essere
umano viene quindi visto come un’unità psicofisica che si manifesta nel corpo fisico, nelle emozioni,
nella psiche e nell’animo profondo; il pianeta non è percepito solo come un insieme di stati e di specie
animali e vegetali, ma come “Gaia”, un’unità vivente, una rete globale di interrelazioni che creano
l’equilibrio della natura e delle società umane.
Uno dei punti chiave di questa nuova cultura è che lo stato di crisi globale del pianeta rappresenta il
riflesso macrocosmico dello stato di divisione in cui vive ogni singolo essere umano (separazione
dell’essere umano da se stesso, dagli altri e dalla natura) e che l’unica via per il suo superamento è lo
sviluppo di una nuova coscienza e del potenziale umano individuale, che porti a ritrovare l’unità e
l’armonia interiore ed esteriore.
Il drammatico stato del pianeta è espressione dell'inconsapevolezza umana che da millenni viene
tramandata come modo di vivere, di pensare e di agire. La risposta alle innumerevoli questioni aperte -
dalle guerre alla sovrappopolazione, dall'inquinamento alle malattie degenerative - non può essere calata
dall'alto come in passato, ma deve necessariamente nascere dal possibile risveglio della coscienza umana,
e dal passaggio dall'attuale stato di ristrettezza egoica ad una dimensione planetaria che abbracci
l'ecosistema e l'umanità in modo unitario. Il malessere globale di ogni individuo, che riflette la profonda
crisi ecosistemica e umana del pianeta, è una sfida alla trasformazione globale di se stessi e della propria
vita.
La rivoluzione interiore
Partendo da questi presupposti, la risoluzione della crisi globale implica una trasformazione globale
dell'esperienza di se stessi, la realizzazione di una profonda unità interiore che, modificando e
sviluppando le potenzialità del nostro cervello e della nostra coscienza, si manifesti in una nuova logica
creativa del vivere e in una visione unitaria dell'uomo e del pianeta.
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"Oggi, ad un bivio cruciale nella storia dell'umanità - scrive Ervin Laszlo, filosofo della scienza e
presidente del Club di Budapest - abbiamo bisogno di nuovi concetti, nuovi valori, ed una nuova visione
per guidare i nostri passi verso un futuro umano e sostenibile. La consapevolezza deve innalzarsi e
trasformarsi da locale ed ego-centrica a globale e di dimensione planetaria. La nuova coscienza richiede
una visione olistica di noi stessi, delle nostre società, della natura e del cosmo. Il grande compito, la
sfida del nostro tempo, è cambiare se stessi”.
Tuttavia non possediamo né strumenti, né modelli, né informazioni adeguate che ci permettano di
comprendere in modo globale le logiche e le modalità di questa trasformazione interiore e planetaria; per
questo è necessaria una nuova figura professionale, un agente attivo che operi sul benessere globale delle
persone, che utilizzi semplici ma efficaci strumenti di consapevolezza e di trasformazione, integrando
differenti conoscenze e tecniche pratiche di salute psicofisica, di rilassamento e meditazione, di ecologia
quotidiana, di comunicazione interpersonale, di sviluppo del potenziale umano e di ricerca etico-
spirituale. Su queste esigenze culturali e sociali è nata la figura dell’operatore olistico.
LA FUNZIONE CREATIVA ED EVOLUTIVA DEL COUNSELOR OLISTICO
L’operatore e il counselor olistico: una professione interdisciplinare per un pianeta in
trasformazione
L’Operatore/Counselor Olistico è una figura chiave della nostra epoca, è un catalizzatore della
trasformazione umana, un facilitatore del benessere psicosomatico e della crescita personale, quindi un
educatore alla consapevolezza globale di sé e del pianeta. L’operatore olistico si forma attraverso un
percorso di apprendimento integrato e unitario delle materie essenziali di tutte e cinque le aree della
nuova cultura, diventando un esperto in cultura globale con specializzazione in una o più delle aree
suddette. L’operatore olistico, grazie a questo training formativo, diventa una figura professionale
interdisciplinare di grande importanza, che utilizza informazioni, consigli di vita, etiche e tecniche di
ricerca interiore. L’operatore olistico è un operatore socio-culturale del benessere globale, che agisce
individualmente sulle persone o collettivamente nei gruppi, offrendo strumenti di consapevolezza e di
crescita umana. L’operatore olistico è molto spesso un counselor.
Il Counselor - colui che aiuta e orienta - è una figura professionale riconosciuta in gran parte del mondo,
dall’Europa ai Paesi con il più alto livello di cultura (Canada, USA, Australia, Giappone, etc.). In Italia la
figura professionale del counselor olistico è sostenuta e tutelata dalla SICOOL (Società Italiana
Counselor e Operatore Olistico - www.sicool.it) che opera per il riconoscimento di questa figura
professionale. Un counselor deve avere almeno un diploma di scuola media superiore e deve frequentare
dei corsi – come il Corso Triennale di Formazione per Operatori e Counselors Olistici del Villaggio
Globale - in cui specializzarsi in crescita umana e salute globale, studiando le basi di psicologia generale,
sociale, evolutiva, di medicina energetica, olistica e psicosomatica, insegnate da docenti laureati o
abilitati. Il ruolo del counselor/operatore olistico è di aiutare la persona a ritrovare la consapevolezza
globale di sé e parallelamente comprendere e superare gli errori (alimentari, comportamentali, energetici,
emozionali, psicologici) che la portano alla malattia. L’operatore/counselor olistico deve formarsi
attraverso un percorso di crescita personale e training specifici che lo pongano in condizione di essere un
elemento catalizzatore di entusiasmo, di ricerca della gioia, di nuova vita. I suoi strumenti sono
innanzitutto la sua stessa consapevolezza e la sua presenza capace di trasmettere energia e amore.
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Lavorare sulla parte sana
L’operatore olistico, esperto in salute globale e crescita umana, opera sulle persone sane o sulla parte
sana delle persone malate, facilitando la salute e l’evoluzione globale. L’operatore olistico aiuta la
persona a ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche,
psicosomatiche, artistiche, culturali e spirituali, stimolando un naturale processo di trasformazione e
crescita della consapevolezza di sé. L’operatore olistico non è un terapista, non fa diagnosi e non cura
malattie fisiche o psichiche; non prescrive medicine o rimedi, e quindi non si pone in conflitto con la
medicina ufficiale e con la legge per l’abuso di professione medica. Ciò che rende fondamentale
l’operatore olistico è la sua consapevolezza della situazione culturale globale e l’importanza del lavoro
sulla coscienza umana per orientare l’attuale stato del pianeta verso una direzione positiva e sostenibile.
Il Curriculum Olistico: una rivoluzione nella formazione educativa
Una delle “piccole rivoluzioni” che siamo riusciti ad ottenere - grazie ad una grande collaborazione tra
innumerevoli centri, associazioni, medici, psicologi, terapisti e operatori di tutta Italia - è stata la
creazione della Scuola Olistica Nazionale CONACREIS e della SICOOL che si basano su un unico iter
formativo di 900 ore per gli operatori e counselor olistici. Questo iter formativo è uno dei sistemi
educativi più avanzati e intelligenti che possiamo trovare sul pianeta perché comprende un equilibrio tra
educazione teorica e pratica, tra insegnamento e sperimentazione diretta degli argomenti appresi, che
contempla un’esperienza spirituale almeno in tre differenti scuole, in modo da non creare settarismi e
chiusure ideologiche, inoltre dà valore a tutte quelle esperienze umane che non possono rientrare nei
normali curriculum ufficiali. Invito a scaricare il Curriculum Olistico dal sito della SICOOL
(www.sicool.it) o della Scuola Olistica Nazionale del CONACREIS (www.scuolaolistica.it) o
dell’Accademia Olistica del Villaggio Globale (www.globalvillage-it.com/accademiaolistica), e provare a
compilarlo, segnando tutti i percorsi didattici seguiti, i gruppi, le conferenze, ma anche le esperienze
umane che sono state fondamentali nella propria vita. Ci si renderà conto che diventare operatore o
counselor è possibile e utile. Solo dando valore a ciò che realmente ha valore potremo cambiare il mondo.
La Scuola Olistica Nazionale CONACREIS per la Salute Globale e la Crescita Umana
La Scuola Olistica è un progetto unico nel suo genere e di grande importanza in quanto creato per formare
operatori olistici e per sviluppare una visione della salute profondamente legata alla crescita umana. Dopo
alcuni anni di preparazione e di organizzazione all’interno del CONACREIS (il Coordinamento
Nazionale Centri di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale) con il sostegno del progetto Porto Franco della
Regione Toscana e del Club di Budapest, siamo arrivati alla strutturazione finale della Scuola Olistica
Nazionale per la Salute Globale e l’Evoluzione dell’Uomo e del Pianeta. Questo è uno dei progetti
didattici di medicina olistica e crescita umana più articolati e strutturati che sia possibile trovare in Italia e
all’estero. Una delle caratteristiche più interessanti della Scuola Olistica Nazionale è di essere formata da
una serie di centri operanti su tutto il territorio nazionale e organizzati in rete dal CONACREIS. Una
Alleanza di realtà diverse ma riunite dal senso e dall’impegno di contribuire ad un benessere globale
dell’uomo e del pianeta. La Scuola Olistica Nazionale, come abbiamo accennato, propone un Programma
Triennale di Formazione per Operatori/Counselor Olistici di 900 ore, con un primo anno generale di 300
ore nelle otto differenti aree didattiche (lavoro sul corpo, lavoro sulle energie, lavoro sulle emozioni ed i
condizionamenti, arte terapia, comunicazione e counseling, empowerement e sviluppo del potenziale
umano, ricerca interiore e spirituale, coscienza planetaria) che devono essere sperimentate da tutti gli
allievi, ed un biennio di specializzazione di 600 ore in una o più delle stesse otto aree.
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LE BASI TEORICO-FILOSOFICHE DELLA
PSICOLOGIA OLISTICA
La logica del Counseling Olistico: lavorare globalmente sulla parte sana della persona
In questa parte dell’introduzione tratteremo soprattutto di Counseling e di Psicologia Olistica,
continuando a ricordare la differenza tra un operatore olistico e uno psicoterapeuta psicologo o medico.
Questi ultimi hanno la possibilità di utilizzare le tecniche a fini di risoluzione di patologie, che sono
interventi sulla parte “malata” della persona o supposta “malata”, mentre il ruolo di Counselor è un ruolo
di sostegno, un ruolo di aiuto. La traduzione italiana più vicina del termine inglese Counselor è: “colui
che si prende cura”, “colui che dà aiuto”. Quindi “prendersi cura” di una persona che sta male, a cui
offrire strumenti di crescita, di salute globale e di consapevolezza. L’aiuto è offrire una modalità per
superare i propri problemi attraverso un percorso di crescita personale, attraverso tecniche di salute
naturale, energetica, emozionale e interiore. La funzione del Counselor non è quindi quella di guarire,
ma quella di facilitare l’evoluzione personale di una persona.
La logica del counseling olistico è polare a quella della medicina e della psicoterapia ufficiali, quindi non
in conflitto ma complementare ad essa.
La logica meccanicista della guarigione ufficiale è: io curo la tua patologia con una diagnosi, una serie
di prescrizioni farmacologiche e terapie. La malattia è una parte negativa, un errore che devo eliminare,
estirpare e combattere con ogni mezzo. Non c’è nulla di utile nella malattia.
La logica olistica del counseling è invece: io non curo la malattia, ma mi prendo cura di te nella tua
globalità e ti aiuto, rinforzando la tua parte sana, vitale e consapevole, con strumenti e tecniche
energetiche, naturali e psicosomatiche, al fine di ritrovare un migliore equilibrio e un’armonia psicofisica.
La malattia spesso è una espressione dell’inconsapevolezza del nostro modo innaturale di vivere o di
qualche parte di noi che abbiamo negato. La malattia, quindi, può diventare un elemento di crescita e
comprensione che ci aiuta ad evolvere e a conoscere meglio noi stessi.
Tutte e due le logiche, in situazioni differenti, hanno una loro applicazione pratica e un’utilità reale.
Lasciamo ai medici e agli psicologi il compito, a volte grato e a volte ingrato, di dover affrontare la parte
dura del problema, che significa anche la possibilità di sbagliare, di sbilanciare la persona, la possibilità di
creare anche danni secondari come nell’uso degli psicofarmaci. L’operato di un Counselor, invece, agisce
sulla parte sana della persona, la sua vitalità, la sua coscienza. L’Operatore Olistico, nato nel 1995 e
strutturato nel 2000 con il CONACREIS, è stato definito come colui che lavora sulla parte sana della
persona o sulla parte sana della malattia. Benché la persona sia malata, ha comunque un potenziale vitale
da cui il Counselor può attingere le risorse per facilitare una serie di processi di crescita. Facciamo un
ulteriore appunto. Quando parliamo di medicina olistica o di psicologia olistica o di meditazione globale,
intendiamo essenzialmente la stessa cosa: nel passato le medicine o le psicologie olistiche erano fuse in
un unico sistema - dal corpo fisico, alle emozioni, al lavoro sulla psiche, al lavoro sullo spirito - inteso
come un unico processo di guarigione/evoluzione. Pian piano nelle civiltà più potenti, più rilevanti, si
sono venute a creare scuole come ad esempio la Scuola Ayurvedica, la Scuola Tantrica Tibetana, la
Scuola Taoista Tradizionale Cinese. All’interno di questo grande corpus di guarigione si sono poi venute
a creare le scuole di alimentazione, le scuole di massaggio, le scuole di fitoterapia, le scuole di
meditazione, le scuole di agopuntura e così via. Ad esempio nella Medicina Tradizionale Cinese della
guarigione globale, una parte trattava la guarigione mentale. All’interno della guarigione tibetana
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possiamo trovare testi sulla psichiatria interessantissimi, così come nella scuola ayurveda e nelle altre
scuole, che hanno creato specializzazioni nei processi di guarigione. Oggi la visione unitaria è andata
quasi completamente perduta. Non esistono praticamente più scuole complete, conoscenze globali, non
esistono più testi estesi e completi, ma conoscenze piuttosto frammentate. Esiste qualche manuale di
psichiatria tibetana, perché è stato tradotto in inglese e in italiano. Il resto si trova in volumi antichi spesso
fuori pubblicazione.
In questo contesto cercheremo di concentrare queste informazioni per dare una visione il più possibile
congrua e unitaria.
Coscienza come energia intelligente: la base della guarigione-evoluzione olistica
Uno dei presupposti della guarigione-evoluzione olistica antica e moderna (e quindi anche della nostra
psicologia olistica) è che l’essere umano è un anima, è una coscienza, è un centro di consapevolezza che
vive in un corpo, che nel momento della vita è cosciente, sensibile e vivo.
Riunendo le informazioni simili (perché ogni scuola aveva le sue visioni particolari) ed i minimi comuni
denominatori delle scuole olistiche dell’antichità, troviamo che l’esistenza è vista come una Unità. Tutto è
Coscienza. Questa Coscienza Infinita chiamata Dharma, Vuoto, Tao, Grande Spirito, Wakantanka, Logos,
aveva aspetti diversi. In quasi tutte le grandi tradizioni la struttura dell’essere umano, dell’esistenza,
veniva differenziata in corpi, in livelli. Quello che è sempre stato il comune denominatore è che l’intera
esistenza ha una vita cosciente che permea ogni singola struttura.
Mentre il Paradigma Olistico antico aveva una base prevalentemente spirituale, in cui la “coscienza” –
come anima, atman, spirito – rappresentava l’elemento unitario centrale dall’atomo all’intero cosmo, il
Paradigma Olistico moderno si fonda su una consistente base scientifica, quantistica, cibernetica,
neurofisiologica e sistemica in cui la “coscienza” rappresenta l’elemento cognitivo funzionale che unifica
gli elementi in un Tutto, la “struttura che connette” e che permette di trasformare una “rete di energie e
informazioni” in un sistema organico.
Il più importante contributo dalla fisica quantistica al paradigma olistico fu dato dal fisico David Bohm,
collega di Einstein e Pauli, che espresse il concetto di wholeness – l’unità globale, il Tutto, in cui si
manifestano due grandi principi inscindibili: l’ordine implicato e l’ordine esplicato, concetti che
corrispondono perfettamente alla res cogitans e res extensa. Un altro contributo viene dal premio Nobel
per la letteratura Henry Bergson che ha parlato di un flusso di vita cosciente, l’élan vital. L’élan vital
presuppone una coscienza di fondo, che è stata percepita da alcuni vitalisti, anche se sono sempre stati
una minoranza esclusa dal main stream della grande cultura. Dobbiamo arrivare a Reich, nel periodo della
grande scuola psicoanalitica di Vienna, per riavere un approccio scientifico alla comprensione della vita
come energia. Reich venne incarcerato, un tribunale sentenziò che (testuali parole) “l’energia orgonica
non esiste e quindi lui è un millantatore”. Si pensi all’incredibile potenza di questo concetto di energia
intelligente. Energia intelligente come unica forza sensibile che può avere, tuttavia, infiniti livelli di
aggregazione o di evoluzione.
Nella prima parte vedremo la parte fisica scientifica di questa componente di base della psicologia, ossia
l’evoluzione degli esseri viventi, in particolare delle loro strutture nervose che portano a una complessità
di organizzazione delle stesse strutture nervose e che alla fine permettono, nell’essere umano in
particolare, di arrivare al processo delicatissimo definito autocoscienza. Vedremo il percorso della
coscienza che esiste già a livello atomico, a livello cellulare, e che rimane tale e in modo integro. Ogni
essere vivente ha coscienza di sé, ma non ha coscienza di essere cosciente. Questa acquisizione avviene -
che noi sappiamo - nell’essere umano. In alcuni primati c’è già un accenno, ma il meccanismo a livello
neuronale, il meccanismo di feed-back, è come un’informazione: “io sono cosciente”, “io sono
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automatico, totalmente istintivo in questa mia coscienza”, “io sono un animale e conduco la mia vita,
scappo dal dolore, ricerco il piacere, ho un’intelligenza, ripongo le cose per l’inverno, creo strutture, ho
una vita di relazione complessa e ho coscienza, ovviamente, di me.” Ma questa coscienza è diretta,
istintiva e totale. Poi, in una fase dell’evoluzione, nell’essere umano primitivo, nel passaggio dai primati
agli ominidi, è avvenuto il salto di autocoscienza.
La consapevolezza di sé: il feedback della coscienza
Definiamo la prima forma di autocoscienza: rendersi conto di esistere. Una volta sono entrato in un fiume
dove c’era un fascio di luce che filtrava attraverso gli alberi, illuminando l’acqua. L’acqua era
fermissima, mi sono sporto in avanti e mi sono visto nell’acqua: ”Ah, sono io!” ho pensato. Nel momento
in cui mi sono visto ho sentito che ero lì, che esistevo. Ho immaginato che questo processo potesse essere
avvenuto ad una scimmia evoluta che un giorno si è guardata e ha iniziato ad avere il primo feed-back, ad
avere il processo che riporta l’informazione in sé: ”Ah, sono io.” “Cogito ergo sum”. “Io sono io”. “Sono
cosciente quindi esisto”. “Esisto in quanto sono cosciente di esistere”. È un feed-back di coscienza, un
feed-back d’informazione. Il feed-back di consapevolezza si sviluppa in maniera straordinaria nel
cervello più evoluto dell’essere umano, dal centro del cervello che ancora pochissimi neurofisiologi
considerano il centro dell’essere. Lo posizionano nella corteccia, perché fanno il gravissimo errore di
considerare l’Io della persona come il centro della persona stessa.
A livello di psicologia consideriamo l’Io una struttura sociale, quindi periferica, mentre il Sé è una
struttura totale, quindi anche fisica. Questo centro del Sé deve essere ritrovato nel nucleo più primitivo
del cervello, qualsiasi animale lo possiede: il nucleo più primitivo del cervello rettile ha in sé il centro
della coscienza. Poi da lì si evolve l’emozione che è un feed-back maggiore, poi si evolvono i pensieri
che sono ancora più periferici, ma il centro di coscienza rimane al centro. Questa esperienza dell’essere –
il Sé – è stato da noi tradotto in un modello scientifico: Cyber, il primo modello olistico di coscienza,
l’Unità (Fig.1) e il suo modello energetico associato Cyber7, la Complessità (Fig.2).
Fig.1 Fig.2
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In questi modelli, da noi studiati a livello neurofisiologico, c’è la chiave per comprendere il processo di
crescita. Una delle cose, a mio avviso straordinarie, come opportunità per un Counselor, è quella di
riuscire a capire che il processo di crescita della consapevolezza di sé - il centro di tutto il nostro lavoro -
cioè ritornare alla presenza, è un processo assolutamente centrale del sistema umano, del sistema
biologico. Essendo un processo assolutamente naturale, è parte del lavoro del Counselor - che può per un
attimo lasciare da parte la patologia, la guarigione - riportare la persona in uno stato di presenza, in uno
stato di centratura. Come vedremo poi dagli esperimenti sul cervello, una persona che è in uno stato di
presenza trasmette ad un’altra persona questo stato di presenza in modo diretto, se si crea quell’empatia
che lo permette. Se la persona è capace di creare uno spazio di comunicazione empatica, la trasmissione
della presenza diventa automatica, istantanea, anche in chi non ha mai fatto un’ora di meditazione in tutta
la vita. Questo processo è un processo naturale. Significa riportare il sistema nervoso, il sistema
biologico, al suo stato di normale e naturale stato di funzionamento e semplicemente esserne consapevoli.
Questo non implica un atto terapeutico, implica un atto umano, più che di trasmissione, di scambio di
empatia o, se vogliamo, di entusiasmo. La persona in stato di presenza ha uno stato tale di equilibrio tra
energie fisiche e psichiche - riunite nell’ambito dell’unità - da avere un bassissimo livello di tensione e un
altissimo livello di energia. Quindi, è come se la propria macchina funzionasse al suo meglio: è in quinta,
va tantissimo e consuma pochissimo.
Il riconoscimento profondo dell’essere: la presenza empatica
Quando lo stato di presenza - una stabile calma fisica e un’elevata attenzione e consapevolezza - viene
trasmessa empaticamente, la persona arriva istantaneamente ad un equilibrio di rilassamento e di
centratura. Vedremo come questo processo di riconoscimento dell’essere, di empatia, di risonanza tra un
Counselor e una persona (cliente) diventa poi il nucleo centrale della persona. È proprio la mancanza di
questa presenza empatica tra genitori e figli, agli inizi della vita, che porta a non sentirsi accettati e che
genera la chiusura del cuore e del senso di identità, da cui nasce la patologia, cioè la creazione dei blocchi
psicofisici. La prima azione del Counselor è quindi quella di ricreare una dimensione empatica che
permetta alle persone di sentirsi profondamente accettate e quindi di poter superare i propri blocchi e
sviluppare una coscienza di sé.
Mentre una volta - ed era congruo con i tempi di allora - si riteneva che fosse più importante il blocco
della libertà fisica e sessuale delle energie, noi oggi alziamo il tiro, perché è congruo con la situazione
sociale di questo momento storico, capire che quello che ad un bambino o ad una bambina manca, come
punto centrale della propria crescita, è il riconoscimento di se stesso/a da parte dei genitori o delle
persone che gli sono vicine e che gli trasferiscono la percezione globale dell’essere. È come dire “tu sei
tu”. Questo riconoscimento, che di solito dovrebbe essere caricato di quella energia che noi chiamiamo
amore, affetto, presenza, entusiasmo da parte del genitore o comunque dell’educatore, è il principale
nutrimento del senso dell’identità profonda: IO ESISTO. Esisto, perché vengo riconosciuto. Esisto, ma se
non c’è il feed-back, manca il nutrimento. Questo punto centrale è quello che noi vorremmo potesse
essere il principale punto di azione dell’Operatore o Counselor Olistico. Attraverso una presenza
silenziosa si manifesta l’empatia, la profonda risonanza con la persona che chiede aiuto. La presenza
empatica non richiede scambio di energia, non richiede a volte nemmeno scambio di parole. Richiede
semplicemente un training di presenza dell’Operatore/Counselor in modo che questa presenza passi,
risuoni nell’altro. Quando la presenza empatica si realizza, la persona si sente capita, riconosciuta,
accettata nell’animo e quindi si apre. Porto un aspetto che mi appartiene: avevo una nonna calma e
tranquilla, qualsiasi cosa facessi andava bene. Mi guardava, mi sorrideva e c’era uno scambio di presenza
empatica. Era vedova, viveva da sola, le piaceva la sua vita semplice e naturale, fluiva. Io stavo da Dio
con lei, mi sentivo me stesso. A casa, invece, mio padre era spesso teso, e per ogni cosa che facevo mi
sentivo dire: “stai attento, non va bene!”. Non avevo lo spazio di esistere com’ero. Credo che questo tipo
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