Table Of ContentMANUALE DI EVASIONE
DALLO
PSICO-PENITENZIARIO
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INDICE
Lezione 1 – La meccanicità
Lezione 2 – L’identificazione
Lezione 3 – La Legge d’Attrazione
Lezione 4 – Il ciclo della consapevolezza
Lezione 5 – La visione del Cuore
Lezione 6 – La Legge dello Specchio
Lezione 7 – Il senso del giudizio
Lezione 8 – Trasmutazione alchemica
Lezione 9 – Karma e perdono
Lezione 10 – L’arte di osservarsi
Epilogo
Appendice – Quaranta giorni
Bibliografia
Filmografia
Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo.
Gv 11,11
Lezione 1 – La meccanicità
Ciò che sto per dirvi ha il sapore della fantascienza, ma in verità non lo è. Si
tratta della cruda realtà. Quella in cui ci troviamo proprio adesso – io mentre
scrivo e voi mentre leggete – è a tutti gli effetti una psico-prigione. Film di
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fantascienza come Matrix, Nirvana e The Truman Show sono concepiti da
qualcuno che ha avuto delle intuizioni circa la vera natura della nostra realtà.
In verità questo pianeta di per sé non sarebbe una prigione, bensì una vera e
propria scuola dove le anime s’incarnano all’interno di apparati psicofisici –
delle macchine biologiche – che vengono cambiate vita dopo vita, con lo scopo
di apprendere ed evolvere. Il punto è che le macchine biologiche che ci
costruiamo al momento della nascita e che ci ospitano per tutta la vita, sono
soggette a dei meccanismi automatici di sopravvivenza che sfuggono al nostro
controllo cosciente. Questo fa sì che quando ci incarniamo ne diventiamo
automaticamente schiavi.
Ognuno di noi, quindi, viene in esistenza in un mondo che – pur essendo il
percorso scolastico più valido presente in questo momento nell’Universo –
possiede tutte le caratteristiche di uno psico-penitenziario, ossia un “carcere
per la mente”. Esattamente come in una qualsiasi altra scuola, se acquisisci
l'atteggiamento giusto hai la possibilità di imparare molte cose, ma se hai
l’atteggiamento sbagliato ogni lezione diventa una tortura inflitta senza ragione
e i professori diventano degli aguzzini. Devi scegliere tu se vivere in una
prigione o vivere in una scuola.
Nel momento in cui si iscrive a scuola, l’anima s’incarna in un apparato
psicofisico e si identifica totalmente con questo mezzo biologico, e in modo
particolare con la sua mente. Da quel momento l’anima crede di essere la
macchina e nulla più. Il problema è che l’apparato psicofisico è soggetto a una
totale meccanicità, ossia non prende mai iniziative – anche se a un occhio poco
attento potrebbe sembrare il contrario – ma si limita a rispondere
meccanicamente agli stimoli che provengono dall’esterno oppure dall’interno
della macchina stessa. Non agisce, bensì re-agisce. Per questo motivo non è
mai davvero libera. L’illusione che siamo noi ad agire – e non gli istinti, i
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bisogni e le paure della macchina – fa sì che quasi nessuno vada in cerca d’una
via d’uscita da questa situazione.
Odiamo meccanicamente e amiamo meccanicamente. Fumiamo
meccanicamente oppure non fumiamo meccanicamente. Ci iscriviamo
all’università meccanicamente e ci sposiamo meccanicamente. Possiamo
ottenere un cambiamento dentro di noi in direzione d’un risveglio, solo se ci
sforziamo di amare qualcosa o qualcuno che prima odiavamo (da qui il Lavoro
proposto da Gesù: ama i tuoi nemici e prega per i tuoi persecutori) oppure se
fumiamo e ci sforziamo di smettere, se parliamo tanto e ci sforziamo di parlare
poco. Rompere le abitudini meccaniche è il modo più rapido per uscire dalla
meccanicità della psico-prigione. O almeno questo è il lavoro iniziale,
dopodiché dovrà cominciare ad attivarsi il Cuore.
La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che le nostre reazioni
meccaniche traggono origine dalla genetica e dai condizionamenti ricevuti
durante i nove mesi di gestazione trascorsi nella pancia della mamma e i
primissimi anni di vita (non prendiamo al momento in considerazione le vite
precedenti, le quali fanno sì che possediamo una determinata genetica e
nasciamo in una certa famiglia). Qui si creano il nostro carattere, le nostre
paure, le nostre preferenze, ecc. Tutto ciò che poi troveremo così difficile
andare a modificare, poiché nascosto in profondità nell’inconscio.
Avrete notato che non ho dato alcuna definizione né di risveglio né di
meccanicità. Non è necessario, in quanto possiamo comprendere cosa sono
risveglio e meccanicità solo sforzandoci di uscire dalla meccanicità, il che ci
permette di percepire “nella nostra carne” cosa significa diventare più svegli.
Provate a rompere la meccanicità. Se private forzosamente la macchina d’una
sua abitudine, reagirà in maniera aggressiva. Si comincia dalle piccole cose,
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come rinunciare al caffè la mattina, non prendere più l’ascensore, cambiare di
posto tutta la biancheria che avete nei cassetti e gli accessori che si trovano in
bagno, mangiare con la mano sinistra anziché con la destra (e viceversa),
sforzarsi di bere almeno due litri di acqua al giorno, modificare la vostra
postura quando siete seduti, modificare la vostra solita andatura quando
camminate. Fino a giungere a cose più radicali: cambiare alimentazione,
trovare il tempo per camminare mezz’ora ogni giorno, smettere di bere alcolici,
smettere di fumare, iscriversi in palestra, andare a convivere con il partner,
oppure non giocare più d’azzardo online, non guardare più video pornografici,
non leggere più articoli di gossip e inutili curiosità di cui è affollata la rete, ma
costringersi a utilizzarla solo per precise necessità stabilite a priori.
Mettere in atto anche solo uno di questi cambiamenti, causa di norma una
reazione violenta da parte dell’apparato psicofisico (spesso nervosismo e
irritabilità, ma si può giungere anche a somatizzazioni come sfoghi sulla pelle,
febbre, influenza).
State saggiando la resistenza delle sbarre della psico-prigione.
[L’argomento è approfondito nei miei testi: Risveglio e La porta del mago]
Lezione 2 – L’identificazione
Quando s'incarna, l’anima fabbrica un determinato apparato psicofisico: quello
che meglio esprimerà le sue caratteristiche e che le consentirà di proseguire il
suo percorso all’interno del pianeta-scuola, riprendendo il discorso dove lo
aveva lasciato al termine dell’incarnazione precedente. Lo fa scegliendo i suoi
genitori (e quindi una certa genetica) e l’ambiente dove nascerà.
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I primi anni della fanciullezza servono ad abbandonare progressivamente
l’identificazione con l’anima a favore d’una sempre più completa identificazione
con la macchina biologica (il corpo, le emozioni e, soprattutto, la mente).
L’identificazione con la mente – che le farà dimenticare del tutto la propria
origine – le consentirà però di sviluppare la coscienza di sé, che non è possibile
realizzare se non attraverso uno strumento duale come la mente umana e la
sua appendice fisica, il cervello.
L’albero, il pesce rosso, il topo... (e alcuni autori televisivi) sono creature
primitive che in realtà si trovano costantemente nell’Uno, per il semplice fatto
che non se ne sono ancora completamente distaccate; tuttavia, non
possedendo una mente duale, non possono divenire coscienti di sé. Per cui, un
albero e un pesce rosso, pur sembrando più in pace di un essere umano che si
reca tutte le mattine in ufficio, in verità nella scala evolutiva occupano un
gradino precedente al nostro.
Il fenomeno della coscienza, che ci fa dire «io esisto», deriva
dall’identificazione con uno strumento duale, capace cioè di dividere tutto in
due:
esterno/interno
io/gli altri
caldo/freddo
ecc.
Dio – la Coscienza Assoluta – diviene cosciente di sé attraverso l’uomo. Questa
è la ragione evolutiva per cui esiste il pianeta-scuola, l’incarnazione delle
anime individuali dentro macchine biologiche sempre differenti e, in ultima
analisi, il perché dell’Universo stesso.
Quali sono invece gli aspetti negativi dell’identificazione?
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In un percorso evolutivo regolare l’essere umano, una volta diventato
cosciente di esistere, in età matura dovrebbe riuscire a disidentificarsi dalla
macchina biologica e identificarsi con la coscienza stessa, ossia l’anima. In una
società normale, già nella fanciullezza si insegnerebbe ai bambini che questo è
il loro compito, poiché non sono destinati a rimanere prigionieri di una
macchina per tutta la vita.
Se l’essere umano riuscisse a sfruttare la sua permanenza nella macchina
biologica per identificarsi con la sua stessa anima, al termine dell’incarnazione
egli oltrepasserebbe la soglia in piena consapevolezza. Questa è l’immortalità
di cui si tratta nel percorso magico-alchemico. Questo è ciò di cui parla Gesù
quando dice: «In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non
vedrà mai la morte». Gv 8,51
Il punto è che tale slittamento del “centro di consapevolezza” dalla personalità
all’anima generalmente non si verifica, in quanto ciò che io sto scrivendo in
queste dieci lezioni non viene di norma insegnato ai giovani nelle scuole, per
cui essi credono che non ci sia uno scopo evolutivo per il loro esistere e
divengono schiavi della “filosofia del caso”. Se un uomo non sa che è qui per
un motivo e che la sua vita ha uno scopo, quell’uomo è destinato a soffrire
profondamente, per quanto possa raggiungere un livello elevato di successo
materiale. Questa omissione educativa trasforma automaticamente il pianeta-
scuola in uno psico-penitenziario che si percepisce come ingiusto e da cui è
difficile evadere.
Tu crederai allora di essere il tuo corpo, le tue concezioni intellettuali, le tue
idee politiche o contro la politica, le tue idee religiose o contro la religione, le
tue opinioni su cosa può essere ritenuto socialmente accettabile oggi, ecc. Il
risultato è che chi ha il potere di influenzare le macchine biologiche per mezzo
dei media e dell’educazione scolastica... tiene in pugno anche le anime, proprio
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in quanto queste ultime credono, per l’appunto, di essere solo un apparato
psicofisico nato per caso. Se un subacqueo impazzisce e comincia a credere di
essere la sua tuta da sub, quando io compro quella tuta e me la porto a casa...
compro anche la persona che c'è dentro: il contenuto diventa il contenitore e il
suo destino diventa il destino della tuta.
Così come si esce dalla meccanicità attraverso lo sforzo di combattere le
vecchie abitudini e di crearne di nuove (vedi lezione precedente), si esce
dall’identificazione con la macchina biologica per mezzo dell’auto-osservazione,
la quale rappresenta l’elemento essenziale di tutto il lavoro su di sé. Parliamo
della creazione di un »testimone« capace di osservare e annotare i
comportamenti della macchina biologica nel corso della giornata. Si comincia
con il tenere un diario dettagliato che viene compilato la sera, indicando i
comportamenti della macchina a livello fisico, emotivo e mentale. Poi si passa
al taccuino, che viene tenuto sempre in tasca e sul quale annotiamo, nei limiti
del possibile anche sul posto di lavoro, i momenti più rilevanti che vive la
macchina, in tempo reale; per poterlo poi rileggere la sera prima di andare a
dormire. Infine appare il testimone vero e proprio, un osservatore costante di
quanto accade momento per momento, direttamente nell'istante presente, e
che non ha più bisogno di annotare nulla.
Per quanto vi riteniate evoluti spiritualmente e siate persone che meditano con
costanza da decine di anni, che hanno i chakra aperti e che canalizzano tutti i
giorni... vi prego di trovare in voi l’umiltà necessaria per cominciare questo
percorso (consideratelo una sorta di Spirituality for dummies) studiando e
applicando le basi fondamentali che vi sto suggerendo. Il lavoro su di sé può
essere affiancato a qualunque altra pratica, qualunque movimento, tradizione o
guru stiate seguendo. Non potrete che trarne beneficio.
Ve ne sarò grato per sempre.
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[L’argomento è approfondito nel mio testo: Risveglio]
Lezione 3 – La Legge d’Attrazione
La Legge d’Attrazione è una conseguenza della Legge di Risonanza
(percepiamo solo ciò che è sulla nostra stessa frequenza, come una radio).
Significa che risuoniamo con certe vibrazioni e quindi attraiamo certe
situazioni.
Se il nostro scopo è evadere dallo psico-penitenziario – cominciando a vederlo
per quello che realmente è: un pianeta-scuola – allora è indispensabile
conoscere questa importante legge e abituarci a tenerla in considerazione in
ogni momento della nostra vita, in particolare quando viviamo eventi o
conosciamo persone che hanno una grande influenza su di noi, sia in positivo
che in negativo.
La Legge d’Attrazione dice che ogni persona che incontriamo e ogni evento che
viviamo sono in qualche modo attratti da noi nella nostra vita. In pratica, in
ogni istante della nostra vita ci accade esattamente ciò che noi,
inconsciamente, vogliamo per la nostra crescita interiore, anche quando non ne
comprendiamo il senso.
Che noi lo sappiamo o meno, la nostra anima, per potersi affrancare dalla
schiavitù alla macchina biologica che la ospita, manipola la realtà che ci
circonda affinché ci accadano tutti gli eventi necessari per compiere il nostro
cammino di “ritorno a casa del Padre”, l’identificazione con Dio. Questo
principio vale ovviamente anche per chi ci circonda, infatti la vita di ciascuno si
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incastra perfettamente con quella di tutti gli altri, all’interno di un puzzle
cosmico perfetto.
Se avete compreso bene questa definizione, credo vi sia chiaro che la Legge
d’Attrazione non ha nulla da spartire con l’utilizzo della volontà per ottenere i
risultati che desideriamo. È normale che i critici di tale legge non l’abbiano
compresa (si critica più aspramente proprio ciò che meno si comprende), ma a
quanto pare nemmeno chi la sostiene ne ha capito molto. Per cui, i primi
criticano – e i secondi si sforzano di applicare – una loro versione personale di
tale legge, che non funzionerà mai.
In verità la Legge d’Attrazione non ha bisogno di “essere applicata”, in quanto
si sta solo limitando a esporre la comune modalità di interazione fra le persone
su questo pianeta-scuola: ognuno attira la situazione che gli serve in ogni
istante della sua vita. Cosa c’è da applicare? È così e basta, che vi piaccia o
meno.
Che vantaggio ricavate dal rifiutare questa legge? Nessuno. Al contrario, se
non iniziate a ragionare in questo modo, il pianeta-scuola si trasforma in un
orrido psico-penitenziario, dove voi siete nati “a caso” e gli eventi vi accadono
“a caso” (ammesso che questa espressione possa significare qualcosa da un
punto di vista filosofico).
I problemi nascono quando volete cambiare il vostro futuro perché non vi piace
il tipo di vita che state attirando in questo momento. Qui nasce la confusione
fra la vera Legge d’Attrazione e le filosofie del “crea la realtà che desideri”. Se
la Legge d’Attrazione adesso vi è chiara, avrete realizzato che per cambiare
qualcosa all’esterno, nel futuro, dovete cambiare qualcosa all’interno, ora. Se
volete cambiare il film che vedete sullo schermo, dovete cambiare la pellicola
che si trova dentro il proiettore.
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