Table Of ContentTiziano Tosolini
L’uomo oltre l’uomo
Per una critica teologica a Transumanesimo e
Post-umano
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Edizione digitale della prima edizione cartacea pubblicata nel 2015
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© 2008 Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena
Edizione cartacea nel catalogo EDB®:
© 2015 Centro editoriale dehoniano
Edizione digitale:
© 2015 Centro editoriale dehoniano
via Scipione Dal Ferro, 4 − 40138 Bologna
www.dehoniane.it
EDB®
Realizzazione del formato digitale:
Emme2 Sas, Bologna
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ISBN e-book: 978-88-10-967492
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Indice
I
NTRODUZIONE
1. I
L DECLINO POSTMODERNO
2. «U »
NA DELLE IDEE PIÙ PERICOLOSE DEL MONDO
3. M ’
IRAGGIO D IMMORTALITÀ
4. D -
IGNITÀ UMANA E POST UMANA
5. L’
EVOLUZIONE INFINITA
6. S
OCCOMBERE ALLA TRANSCULTURALITÀ
7. I C
L DIO REATIVITÀ
8. M
EDICINA RIGENERATIVA
9. V - ?
ALE LA PENA DIVENTARE POST UMANI
10. T C -
EILHARD DE HARDIN E IL PROGETTO POST UMANO
11. E
STETICA TRANSUMANISTA
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C
ONCLUSIONE
R
IFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Sitografia in italiano
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Introduzione
La Bibbia afferma che Dio ha creato l’uomo a sua immagine.
Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach ha dichiarato
che è l’uomo che ha creato Dio a sua immagine.
I transumanisti sostengono che è l’umanità stessa
che si farà Dio.
Sebastian Seung
Il Transumanesimo e il Post-umano – malgrado la gran varietà di
definizioni in cui si cerca di racchiuderli – sono ormai diventati, in
maniera quasi del tutto impercettibile, due influenti movimenti
filosofici e culturali che riflettono e intendono offrire una
giustificazione teoretica per le recenti applicazioni tecnologiche aventi
di mira la trasformazione e il miglioramento dell’attuale condizione
umana.1 Sia il Transumanesimo che il Post-umano sono convinti che,
mediante gli straordinari sviluppi della scienza e l’utilizzo degli
strepitosi risultati a cui sono approdate le nuove scienze e tecnologie –
quali ad esempio la genomica, la robotica, la nanotecnologia, la
biotecnologia e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione
–, l’umanità entrerà molto presto in una nuova fase della sua
evoluzione, una fase caratterizzata «non più dalla selezione naturale,
ma dalla selezione intenzionale, non più dall’evoluzionismo
darwiniano, ma dall’evoluzionismo del miglioramento».2 Al contrario
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dell’evoluzione naturale che finora si è dimostrata troppo lenta,
incontrollabile e imprevedibile, la nuova evoluzione sarà molto più
rapida, mirata, e prodotta interamente dall’ingegno umano.
Eliminando ogni residuo di casualità e accordando un potere
illimitato all’iniziativa umana, il Transumanesimo intende porsi come
uno stadio intermedio tra il retaggio animale che ancora ci condiziona e
un futuro totalmente inedito e inimmaginabile, un avvenire in cui
diventeremo finalmente super-intelligenti, autonomi e (possibilmente)
immortali, venendo così a costituire di fatto una nuova specie, quella
post-umana. In questa fase la vita non sarà più organica, la
riproduzione non sarà più biologica e gli esseri umani, così come li
consideriamo ora, cesseranno di esistere perché saranno ormai entrati
in una condizione virtuale, uno stadio di esistenza che si può solo
definire con il termine di «semi-divinità» (Ray Kurzweil).3
La filosofia a cui si ispirano queste visioni futuriste è certamente
quella materialista: l’essere umano è infatti considerato puramente
nella sua fisicità e materialità, escludendo qualsiasi riferimento a una
sua componente spirituale. Questo riduzionismo transumanista e post-
umano, tuttavia, non è radicale o assoluto, in quanto sostiene che ciò
che costituisce la nostra personalità – cioè le nostre attività mentali e la
nostra memoria, formata dall’accumulo delle nostre esperienze – può
essere disgiunto e separato dal nostro supporto fisico. L’essere umano,
nella sua forma attuale, è perciò un impasto di corporeità – che si
desidera sostituire con protesi più durature o con impianti più
affidabili, come ad esempio computer o corpi bionici – e di tutte quelle
informazioni e dati mentali che, secondo i transumanisti, costituiscono
invece la vera essenza dell’uomo.
La mente, secondo questi pensatori, non è tanto una realtà materiale,
quanto piuttosto un complesso di dati informatici – a volte definiti
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anche come «intelligenza non-biologica» – che con l’ausilio di
sofisticate tecnologie possono, almeno in principio, essere scaricati e
riconfigurati su altri supporti artificiali trascendendo così di fatto la
vita biologica. Ogni distinzione tra «macchine», «robot» ed «esseri
umani» andrà molto presto attenuandosi, se non addirittura a scemare
completamente. Alcuni studiosi sono così tentati di descrivere un
mondo in cui le persone «non-incrementate» – cioè coloro che hanno
scelto di non ricorrere alle opportunità offerte dalla scienza e dalla
tecnologia – verranno surclassate numericamente da quelle post-umane,
fino a decretare la scomparsa dell’uomo inteso come creatura
incarnata. Un risultato, questo, che i transumanisti vedono non come
uno scenario da scongiurare, quanto piuttosto come un obiettivo da
raggiungere e celebrare.
Tutte queste, e molte altre, disquisizioni e implicazioni futuriste ci
allertano sul fatto che la narrativa transumanista e post-umana,
malgrado qualcuno la consideri ancora troppo fanta-scientifica, deve
invece essere presa in seria considerazione. Le idee, aspirazioni e
motivazioni transumaniste stanno già modellando la nostra cultura
attraverso la letteratura, l’arte, la filmografia e i videogiochi. I
presupposti teorici di tale narrativa, inoltre, devono essere vagliati con
cura e attenzione perché il loro impatto ha già iniziato a influire sulle
convenzioni sociali, le istituzioni politiche, i valori morali e le
credenze religiose che hanno finora sorretto la vita di intere comunità e
le dinamiche interpersonali.4
Questo nostro scritto, che si presenta come una collezione di brevi
saggi composti in linguaggio non specialistico, intende così introdurre e
analizzare le varie tematiche su cui si articola la proposta
transumanista e post-umana. Il fine che si propone è quello di giungere
a una visione per quanto possibile d’insieme del complesso fenomeno
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transumanista e post-umano e, al contempo, di iniziare a riflettere sulle
sfide lanciate alla teologia e alla missiologia dall’emergente paradigma
scientifico-tecnologico. Le visioni dell’uomo e della sua dignità, della
morte e del tempo, di Dio e della religione, dell’etica e della medicina,
dell’estetica e della spiritualità… avanzate dal Transumanesimo e
Post-umano, infatti, sfidano in maniera radicale le riflessioni finora
elaborate dal pensiero teologico e missionario. Basti qui solo pensare
al fatto che questo mutamento in atto dello scenario umano ha indotto
alcuni studiosi ad appellarsi alla Chiesa affinché essa diventi «esperta
in post-umanesimo» per entrare serenamente, ma anche urgentemente, in
dialogo con questa nuova espressione di pensiero e così parlare
all’uomo di oggi illuminandone il destino alla luce del Vangelo.
Il presente testo si rivolge allora a tutti coloro che intendono
rispondere a questo appello cercando di riflettere innanzitutto sui
presupposti epistemologici, scientifici, filosofici, ecc., sottesi alla
trasformazione post-umana e, in secondo luogo, su come cercare di
evangelizzare anche questa recentissima frontiera antropologica,
culturale e spirituale dell’uomo. Una frontiera che qualche filosofo non
ha esitato a definire come «una delle idee più pericolose del mondo».5
1 Una recente e riveduta definizione di Transumanesimo la dobbiamo a Max More: «Il
Transumanesimo è sia una filosofia basata sulla ragione che un movimento culturale che afferma
la possibilità e il desiderio di migliorare in maniera sostanziale la condizione umana mediante la
scienza e la tecnologia. Attraverso la scienza e la tecnologia i transumanisti ricercano la
continuazione e l’accelerazione dell’evoluzione della vita intelligente oltre l’attuale forma umana
e oltre le umane limitazioni, e sono guidati da principi e valori che promuovono la vita» (M. MORE,
«True Transhumanism: A Reply to Don Ihde», in G.R. HANSELL – W. GRASSIE [a cura di], H±.
Transhumanism and Its Critics, Metanexus, Philadelphia 2001, 137). Il Post-umano, invece, è
una categoria generica utilizzata per indicare la radicale alterazione delle caratteristiche
dell’essere umano.
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