Table Of ContentLucia Floridi
Lucillio, Epigrammi
TEXTE UND KOMMENTARE
Eine altertumswissenschaftliche Reihe
Herausgegeben von
Michael Dewar, Adolf Köhnken,
Karla Pollmann, Ruth Scodel
Band 47
De Gruyter
Lucillio, Epigrammi
Introduzione, testo critico, traduzione
e commento
di
Lucia Floridi
De Gruyter
ISBN 978-3-11-033616-0
e-ISBN 978-3-11-033650-4
ISSN 0563-3087
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A Lia, per il tempo che le sottraggo
Premessa
Un commento a Lucillio non ha bisogno, credo, di molte giustificazioni. La
sua produzione ha a lungo attratto l’attenzione degli studiosi principal-
mente per l’influenza esercitata su Marziale. I suoi epigrammi non sono
inclusi, per ragioni cronologiche, in HE e GPh di Gow e Page, né in FGE
di Page; il commento di Rozema (diss. Madison 1971), che offre d’altronde
solo una breve discussione dei testi, non è mai stato pubblicato. Né sono
molti i contributi esegetici che gli sono specificamente dedicati: neanche la
recente fioritura di studi epigrammatici, seguita alla pubblicazione, nel
2001, del ‘nuovo Posidippo’, ha significativamente contribuito a
richiamare l’attenzione sul poeta, e sul sottogenere scoptico in genere.
Due gli scopi di questa indagine: fornire un testo critico aggiornato
della produzione di Lucillio, fondato sia su un riesame della tradizione, sia
su un vaglio esaustivo delle analisi filologiche moderne; approfondire la
poetica dell’autore, per metterne in luce le specificità e chiarirne il ruolo
nella storia del genere epigrammatico.
È inoltre mia speranza che questo studio possa in parte gettare luce sul
paradosso per cui una tipologia poetica come quella epigrammatica, in
origine strettamente legata a contenuti eulogistici – la commemorazione
delle qualità di un defunto, la celebrazione dei successi di un atleta o la
predicazione del talento di un artista – fu piegata a finalità scommatiche,
fino a diventare il genere per eccellenza della derisione e dello scherno.
Questo lavoro ha preso avvio nel 2009, grazie a una residential Fellowship
presso l’Harvard Center for Hellenic Studies di Washington; ringrazio il
suo direttore, Gregory Nagy, e tutto lo Staff, per aver reso indimenticabile
un soggiorno di studi che ha segnato anche un mio ‘ritorno’ alla filologia,
dopo molti anni di attività altre.
La mia riconoscenza va inoltre all’Università di Cincinnati, dove ho
trascorso un semestre in qualità di Tytus Fellow nell’autunno 2010, e in
particolare a Kathryn Gutzwiller, per la disponibilità e la sollecitudine con
cui da anni segue le mie ricerche.
L’Università di Milano, dove dall’aprile 2010 sono titolare di un
assegno di ricerca, mi ha permesso di portare a termine il commento. Mi è
gradito ringraziare Luigi Lehnus, che ha speso per me tempo, ingegno e
pazienza. In Maria Patrizia Bologna e Fabrizio Conca, in tempi diversi
direttori del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Dipartimento di
viii Premessa
Studi Letterari, Filologici e Linguistici, ho trovato due interlocutori sempre
pronti e disponibili: il mio lavoro deve molto al loro multiforme sostegno.
A tutti gli amici milanesi, e in particolare a Matteo Cadario, Andrea
Capra, Stefano Martinelli Tempesta, Cecilia Nobili, Aglae Pizzone sono
debitrice di fruttuosi scambi di opinione, di sostegno e di amicizia.
A migliorare queste pagine hanno inoltre contribuito in modi diversi, e
tutti ugualmente insostituibili, Augusto Guida, Arianna Gullo, Marco
Fantuzzi, Regina Höschele, Francesca Maltomini, Roberto Mascellari,
David Sider, Antonio Stramaglia, Maria Ypsilanti.
Richard Hunter ed Enrico Magnelli, con l’acume e la generosità che li
caratterizzano, hanno letto e commentato l’intero manoscritto, contri-
buendo a migliorarlo in più punti. Francesco Valerio ha eseguito per me
numerosi controlli autoptici sull’autografo di Planude e su altri testimoni,
ed è stato prodigo, più in generale, di preziosi consigli bibliografici,
precisazioni e suggerimenti, salvandomi da non pochi errori (di tutti quelli
che restano, naturalmente, devo essere ritenuta l’unica responsabile).
Grazie infine a Lia e a Christian: la loro presenza nella mia vita conta
più di quanto io non sappia dire.
Firenze, 30 luglio 2013
Indice del volume
Premessa ...................................................................................................... vii
Introduzione ................................................................................................. 1
I. La vita ................................................................................................ 3
I.1. Lucillio e Nerone ...................................................................... 3
I.2. La grafia del nome, lo status, la professione ............................ 5
II. Lucillio e l’epigramma scoptico ....................................................... 9
II.1. La tradizione scommatica di età ellenistica e
tardo-ellenistica ...................................................................... 9
II.2. L’epigramma scoptico di Lucillio: continuità e
innovazione ............................................................................. 14
II.3. I monodistici lucilliani: uno schema comico? ......................... 21
II.4. Libro e simposio ..................................................................... 25
II.5. Bersagli polemici e nomina ficta ............................................ 27
II.6. Iperbole, gioco con l’assurdo e comicità surreale ................... 31
II.7. Lingua e stile ........................................................................... 34
II.8. Lunghezza degli epigrammi e ordine delle parole .................. 38
III. Tecnica della versificazione ............................................................ 40
III.1. Realizzazioni di verso nell’esametro ..................................... 40
III.2. Incisioni e leggi metriche....................................................... 42
III.3. Prosodia ................................................................................. 50
III.4. Conclusioni ............................................................................ 54
IV. La tradizione manoscritta ................................................................ 56
IV.1. P ............................................................................................. 56
IV.2. Pl ........................................................................................... 58
IV.3. Le sillogi minori .................................................................... 62
IV.4. Il Riccardianus 25 .................................................................. 65
IV.5. Citazioni e testimonianze ...................................................... 66
IV.6. Gli apografi di P e Pl ............................................................. 67
IV.7. Lucillio e l’XI libro dell’Anthologia Palatina ....................... 68
IV.8. I libelli di Lucillio .................................................................. 76
IV.9. Il problema delle attribuzioni: Lucillio e Luciano ................. 80
V. La fortuna di Lucillio ........................................................................ 83
V.1. Lucillio nell’epigramma scoptico greco ................................. 83
V.2. Lucillio nell’epigramma latino ............................................... 88
V.3. Sopravvivenze di Lucillio a Bisanzio? ................................... 90