Table Of ContentIL SAGGIATORE
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Anche per i saggi di Virginia Woolf può ripetersi quanto Cecchi diceva della
sua narrativa, che « un mondo è stato mobilitato a creare una conchiglia,
una perla ». Questo « mondo », a voler essere storicisti, ha poi dei connotati
precisi e individuati: è il mondo di Bloomsbury, la cerchia di letterati e
intellettuali (E.M. Forster, Lytton Strachey, John Maynard Keynes) che si
raccoglieva in casa di Virginia e della sorella Vanessa e che dominò la cultura
inglese fra le due guerre. Spirito di tolleranza, anticonformismo politico e
morale, un gusto raffinato ma profondamente educato al valore della verità:
Bloomsbury non fu una scuola letteraria, non ebbe un « programma »
comune; fu qualcosa di più, uno stile di pensiero.
Alla raccolta Per le strade di Londra, già pubblicata nei « Saggi di Arte e
Letteratura », segue ora questa seconda antologia di saggi. Certo, si tratta
di un nuovo aspetto della grande scrittrice, indispensabile a completarne
l’immagine. Ma occorre guardarsi dalle facili riduzioni: l’attività critica della
Woolf non è un semplice complemento di quella creativa, un documento
utile per conoscere le opinioni letterarie o, come si suol dire, la « poetica ».
I suoi saggi si collocano all’interno di quella grande riflessione sull’arte *
narrativa e sul romanzo che ha cosi lungamente occupato la critica europea
del nostro secolo, e che ha trovato nella Woolf (come nel suo sodale Forster)
un’interprete geniale.
Rispetto agli apparati sistematici di schemi, grafici e alberi cui le teorie
strutturaliste ci hanno abituato, tuttavia, questa riflessione ci appare nelle
sue pagine meno ambiziosa di definizioni, più attenta e sensibile alle sfumature
del gusto, più vicina all’iridata complessità della pratica letteraria. Diciamo
pure, francamente: più cordiale e simpatetica nei confronti dei lettori. « Non
tradire Mrs Brown », suona uno dei consigli della Woolf: non tradire la signora
che incontri sul treno, per strada, che abita alla porta accanto. A questo
precetto, per buona sorte di tutti noi, s’ispirano anche i suoi saggi.
Virginia Stephen nacque a Londra nel gennaio 1882. Il padre era un critico
e un erudito, dirigeva il « Cornhill Magazine» (al quale poi doveva collaborare
Virginia) e aveva sposato in prime nozze una figlia di Thackeray: gli Stephen
erano una delle grandi famiglie intellettuali dell’Inghilterra vittoriana, sicché
la futura scrittrice visse subito in quel mondo di scrittori e artisti (frequentato
allora anche da Hardy e da James) di cui più tardi doveva diventare il centro.
Nel 1912 la scrittrice divenne la signora Woolf. E col marito fondò nel 1917
la Hògarth Press, la casa editrice che tra altre opere di giovani pubblicò
(stampate a mano) il Prelude della Mansfield e i Poems di T.S. Eliot. Nel 1941,
la Woolf non tenne più testa alla « lotta contro la depressione », divenuta
insostenibile nei mesi della battaglia nazista contro l’Inghilterra, e si uccise.
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Virgiiìiii Woolf
La signora dell’angolo
di fronte
Introduzione di Ginevra Bompiani
Traduzione di Masolino d’Amico
il Saggiatore
© Quentin Bell and Angelica Garnett 1925, 1932, 1942, 1947, 1950, 1958 e II Saggia
tore, Milano 1979. I edizione: marzo 1979. Edizione originale pubblicata da The
Hogarth Press, London.
Sommario
y Introduzione di Ginevra Bompiani
14 Avvertenza
15 Montaigne
24 Defoe
31 II saggio moderno
41 Che effetto fa a un contemporaneo
50 I Pas ton e Chaucer
67 Note su un dramma elisabettiano
75 George Eliot
84 Joseph Conrad
90 II cliente e il croco
94 Gli strani elisabettiani
106 Donne dopo tre secoli
119 Le «lettere» di Dorothy Osborne
126 II «giornale a Stella» di Swift
134 II «viaggio sentimentale»
141 L’autobiografia di De Quincey
147 Dorothy Wordsworth
154 II trattenimento del dr. Burney
168 II momento: notte d’estate
173 Personalità
178 Sere sul Sussex: riflessioni in un’automobile
181 «Non uno di noi»
188 L’arte della biografia
196 Fasi della narrativa
241 Saggio critico
248 Un amico di Johnson
253 Leslie Stephen
258 II sole e il pesce
264 La morte della falena
267 I romanzi di E.M. Foster
277 Lewis Carroll
279 Mr. Bennett e Mrs. Brown
297 Indice dei nomi
Introduzione
Il critico e il suo personaggio
Quando uno scrittore scrive di altri scrittori, che cosa fa? Questa è una
domanda che vale la pena di porsi in generale, ma che forse s’impone nel
caso di una scrittrice la cui opera critica è quasi altrettanto importante del
l’opera che si usa definire creativa. E, presentando un’ampia scelta di saggi
critici, è utile chiedersi se si sta offrendo al lettore qualcosa di sostanzial
mente diverso, o minore, rispetto alla produzione per cui lo scrittore è di
ventato celebre.
Uno dei saggi qui contenuti Mr Bennett e Mrs Brown, descrive un incon
tro in treno con una misteriosa Mrs Brown, e i brandelli di conversazione
colti fra lei e un altro passeggero, cui è unita da chissà quale storia. Si do
manda Virginia Woolf: quale degli scrittori contemporanei parlerebbe di
Mrs Brown in modo da farle attraversare le sue pagine dallo scompartimen
to del treno agli occhi del lettore? E la risposta è che nessuno lo farebbe:
non gli scrittori che lei chiama “edoardiani” (i Wells, i Bennett, i Galswor
thy), cosi impegnati a ricostruire intorno a Mrs Brown tutta un’intelaiatura
di notizie, dalla casa che abita al prezzo della spilla che porla, dalla tappe/
zeria dello scompartimento al lavoro femminile nelle fabbriche che sfilano
fuori del finestrino, — e non gli scrittori “georgiani” (i Forster, i Lawrence,
gli Strachey, i Joyce, e gli Eliot), tutti presi nella distruzione dell’intelaiatura
e degli strumenti di lavoro edoardiani - fra le cui dita Mrs Brown scivole
rebbe intatta e ignorata, dimenticata.
Con tutti i suoi poteri di osservazione, che sono meravigliosi, con tutta la sua sim
patia e umanità, che sono grandi. Mr Bennett non ha mai, nemmeno una volta, guar
dato Mrs Brown nel suo angolo.
Vedere Mrs Brown è il compito dello scrittore. Perché, come dice Mr
Bennett, e come ripete V. Woolf, «il fondamento della buona narrativa è la
creazione dei personaggi». Ma Virginia Woolf, in questi saggi non parla in