Table Of ContentVolume primo
La presente ristampa anastatica e\ tratta
dall’edizione pubblicata nel 1927
nella collana «Storici antichi e moderni».
©Copyright 1974 by La “Nuova Italia editrice, Firenze
Giuseppe Maranini
La Costituzione di Venezia
Dalle origini alla serrata del Maggior Consiglio
La Nuova Italia editrice
INDICE
Pag.
)edica.
’refazione.
].
Dalla monarchia ducale al comune aristocratico.
'. Fondazione della monarchia ducale e sua affermazione sul
tribunato . 21
2. Primo equilibrio interno esopravvento dell’aristocrazia
cittadina 63
3. Come il comune assorbìl’istitutoducale ereditanddnegli
attributi sovrani . . . . . . . . . . 109
Il.
L’organizzazione comunale.
]. Caratteri dell’evoluzione costituzionale nel duecento ita-
liano . l59
r. Il doge magistrato comunaie . l72
p. Il maggior consiglio . 207
1 ll minor consiglio . 241
0. Quarantia e senato 262
….
L’attuazione integrale dei principii di diritto pubblico con-
tenuti nein ordinamenti aristocratici veneziani.
.La crisi sociale, economica e costituzionale alla fine del
secolo XIII.. . . . . 315
.La serrata del maggior consiglio . 332
Nota bibliografica . 365
PREFAZIONE.
Quando per la prima volta volli approfondire la
mia conoscenza dei nostri istituti costituzionali, avvertii
la necessità, per poterne intendere veramente il signifi-
cato e il valore, di risalire alle origini loro morali, .\0—
ciali, storiche, nel senso più lato della parola, ricercan—
done le fonti, esaminandone le analogie con istituzioni.
affini, guardando quali basi avessero nella nostra tra—
dizione nazionale, dottrinale e politica. Da quegli studi
nacque un piccolo libro — << Le origini dello Statuto
albertino .» —, che non so se sia stato, come spero, utile
a qualcuno; certo l’averlo scritto fu utilissimo a me,
che, dopo quella paziente fatica, mi sentii molto meglio
e più sicuramente orientato.
In seguito avvertii ancora più chiaramente quella
stessa esigenza alla quale avevo già cercato di andare
incontro, nella misura in cui me lo consentivano le mie
forze non molto sperimentate. Rileggendo, con mente
riposata, dopo più di un anno, il mio libretto, e veden—
done anche meglio qualche difetto che, nell’ardore del-
la prima concezione, non avevo saputo evitare, ne rica—
vai però la profonda persuasione di essermi messo su
10 n. mammut
—————-_..
di una via bmmd.‘ m' am./ia Iu puo/um… r.:wmnne
che si poteva e doveva fare pm “ »:me .“ .,mmlo
avevo fatto, sebbene quel prin… slm/iu men» …di-
tuire per me un necessario pun/«: c/l pur/nn.:
Non sarebbe lecito a mr, ultima warm/u, .ntmur
i metodi finora accolti nella nus/m Jul/rh… “WH/mm)-
nalista. E questo non è certo m‘! mtv “rien./mnw/u. Ma
ogni scienza ha una sua linea :Il avi/uff… " nò «li/.' in
una fase precedente poteva mm nppumr alle menti
più chiare, spesso in una fase smwnmr, prr mrrito ap-
punto dell’elaborazione anteriore, virm mini/u :* dic/zia-
rato anche da modesti studiosi, pun/n‘ non privi di
sensibilità, di coraggio e di pro/uh) mmti/wa.
Ora io credo che la nostra scirnm mslituxionali—
sta, dallo stadio precedente, in cui [ii in prrvalenza in—
tesa (con fini quasi esclusivamentr dottrinali : con ri—
sultati poco più che esegetici) alla laminazione : alla si—
stematizzazione giuridica di un certo lipo di istituzioni,
quelle che ci reggevano, debba ormai rwmlwrsi verso un
campo ben più ampio e fecondo. Credo chr ncwrra stu—
diare gli ordinamenti pubblici non come ”mr/'e formule
astratte, ma come viventi realtà, risalendo alle radici-
della loro ragione di essere, accompagnando e illumi—
nando l’analisi giuridica con l’indagine sociale, econo-
mica, psicologica, ricercando e definendo i rapporti pro—
fondi che interce'dono fra tutte le manifestazioni- della
vita di unpopolo e le forme dellasua vita pubblica,in
cui inevitabilmente ogni popolo riflette l’essenza più in-
tima ”del suo credo morale e della sua costituzione eco—
nomica. Punto di partenza della nostra indagine siano
gli ordinamenti giuridici stessi, e non certi immutabili
LA COSTITUZIONE DI VENEZIA 11
dogmi e schemi, nelle cui categorie con diligente pa-
zienza si vorrebbero incasellare tutte le forme concrete
scaturite dalle necessita‘ della vita.
Intesa in tal modo, la scienza costituzionalista,
senza perdere il suo carattere di scienza rigorosamente
giuridica (in quanto suo obbiettivo rimarrà sempre il—
luminare le forme del diritto cOstitztzionale) sarà qual-
che cosa di ben più ampio e comprensivo di quanto non
sia stata finora. I giovani che nelle nostre università
studiavano il diritto costituzionale spesso svogliatamen—
te, considerandolo una pura aggiunta dottrinale al già
grave fardello dei lori studi, inutile alla pratica quo-
tidiana, e destinata alla dimenticanza appena fuori del—
le venerande aule, dovrebbero invece sentire in questa
scienza così intesa riflettersi la vita più profonda della
loro stirpe, e spontaneamente avvertire che, se sul gran-
de albero sempre verde delle scienze giuridiche v’ha
un ramo più verde degli altri, questo è appunto la dot-
trina costituzionalista.
Ma bis0gna dunque farne una scienza agile e viva
quanto rigorosa; una scienza che, come tutte le vere
scienze, sia in grado di formulare delle leggi di svi-
luppo e di evoluzione, e quindi, autorizzando fondate
previsioni, rappresenti per l’uomo di Stato un ausilio
prezioso e necessario.
° In fondo, ridotto alla sua pura essenza, il proble-
ma costituzionale consiste in questo: dati certi fonda-
mentali impulsi irreducibili della natura umana, date
certe peculiarità di una costituzione s0ciale ed economi—
ca, 'quali sono le forme giuridiche più atte ad assicura-
re un tale giuoco sia delle forze edonistiche sia diquel—