Table Of ContentANATOMIA FUNZIONALE
E PATOLOGIE PIU FREQUENTI
DELLA SPALLA
(Molinelli Luglio 2001)
INTRODUZIONE:
La spalla (dal latino spatula) e’ una delle quattro parti
dell’arto superiore che in senso prossimo distale sono:
spalla, braccio, avambraccio, mano.
La spalla e’ il dispositivo di attacco dell’arto superiore al
tronco. Il suo scheletro forma nell’insieme la cintura
toracica che si unisce alla parte superiore del torace e
da attacco alle restanti parti dell’arto che, nell’insieme
formano la cosiddetta parte libera.
Se osserviamo come e’ fatto lo scheletro del corpo
umano, ci accorgiamo di una cosa abbastanza
singolare: le ossa che compongono la spalla (omero,
clavicola, scapola) sono collegate al busto,in particolare
allo sterno, solo attraverso l’articolazione con la
clavicola.
La spalla e’ tenuta nella sua normale posizione
dall’equilibrio dei numerosissimi muscoli che agiscono
come “coppie motorie”sulla spalla,lungo assi di
movimento che si possono considerare infiniti ma che
sono sostanzialmente riconducibili a tre principali:
- asse sagittale, dove avvengono i movimenti
d’abduzione ed adduzione dell’arto superiore;
- asse verticale, attorno al quale avviene la rotazione
interna ed esterna dell’arto;
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- asse frontale,lungo cui si esegue l’anteposizione e la
retroposizione.
Le articolazioni che partecipano ai movimenti della
spalla sono:
- l’articolazione scapolo omerale
- l’articolazione acromion clavicolare
- l’articolazione sterno clavicolare (o clavi- sterno-
costale)
Per le ragioni anatomo-funzionali , su brevemente
accennate , risulta evidente come la spalla sia una
regione del corpo estremamente sollecitata, anche nella
sua attività fisiologica di perno dei movimenti dell’arto
superiore.
Ciò rende conto della facilità con cui si instaurano a
livello delle superfici articolari coinvolte (scapolo-
omerale, acromion-claveare) delle lesioni di tipo
degenerativo (artrosi), che si accompagnano sempre
più spesso, con reazioni di tipo flogistico(artrite).
Inoltre nei soggetti che si dedicano ad attività sportive
più o meno intense ( dilettanti o professionisti), lesioni di
ordine traumatico, sono anch’esse molto frequenti.
A prescindere dai vari tipi di lussazione , che sono a
carico della scapolo-omerale, legate anche ad una
situazione anatomica, quale la lassità legamentosa,
altre lesioni si possono verificare nel corso dell’attività
sportiva, sia per trauma diretto ( vedi caduta sul
moncone della spalla) , sia per trauma indiretto, legato
alla non perfetta esecuzione di movimenti specifici.
Per quanto riguarda i traumi diretti, possono presentarsi
in tutti gli sports, ma particolarmente nello sci, e nelle
arti marziali in genere( Judò).
Invece per i traumi indiretti può essere paradigmatico
ciò che accade nel tennis.
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In considerazione di tutto ciò , ho ritenuto opportuno
fare una revisione anatomo-funzionale della spalla, e
dei vari tipi di lesione a cui può andare in contro.
Più difficile è stato trovare una statistica esaustiva, della
frequenza di tali lesioni a seconda del tipo di sport.
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CAPITOLO PRIMO: L’ANATOMIA
1.1 LE OSSA
La spalla e’ costituita dalle seguenti ossa:
1.1.1SCAPOLA
La scapola è un osso triangolare, pari e simmetrico,
piatto e sottile con la base superiore e l’apice inferiore
applicato alla parte postero superiore del torace (3° 7°
costa).
Vi si descrivono una faccia anteriore o costale, una
faccia posteriore o dorsale, tre margini di cui uno
mediale, uno laterale e uno superiore e tre angoli
distinti come sopra.
La faccia anteriore, concava, e’ detta fossa
sottoscapolare (fig.1).
Mostra due o tre creste oblique, le quali servono per
l’inserzione del muscolo omonimo; presenta poi
parallela al margine laterale della scapola la cresta
paramarginale anteriore.
La faccia posteriore presenta in alto una sporgenza
chiamata spina della scapola (fig.2).Questa e’ di forma
triangolare inizia poco rilevata a livello del margine
vertebrale e s’innalza poi gradualmente, procedendo
verso l’esterno per continuare in un robusto processo,
l’acromion che alla sua estremità presenta la faccia
articolare clavicolare deputata all’articolazione con la
clavicola.
La spina della scapola divide la faccia posteriore
(dorsale) in una parte superiore, che è detta fossa
sopraspinata dove ha origine il muscolo omonimo, ed
un’inferiore chiamata fossa sottospinata che accoglie il
muscolo dello stesso nome.
Ai limiti laterali di quest’ultima, si trova un rilievo
parallelo al margine ascellare dove prendono origine i
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muscoli piccolo rotondo (in alto) e gran rotondo (in
basso).
L’angolo laterale della scapola presenta la cavità’
glenoidea dove si articola l’omero.
Sotto di essa vi è un rilievo rugoso: la tuberosità
sottoglenoidea, dove origina il capo lungo del tricipite
brachiale; al di sopra di essa è presente un altro rilievo
rugoso, che chiamato tuberosità sopraglenoidea dove
ha origine il capo lungo del bicipite brachiale.
Subito medialmente alla tuberosità sopraglenoidea si
solleva un processo che piega orizzontalmente in fuori
e termina ad apice smusso: è il processo coracoideo
dove si fissano il muscolo coracobrachiale il capo breve
del bicipite ed il piccolo pettorale.
Medialmente all’impianto del processo coracoideo si
trova, sul margine superiore della scapola, una piccola
incisura detta incisura della scapola.
Fig.1
NOTE
Fig.1 da ANATOMIA UMANA,BALBONI G.C. E VARI,EDI-ERMES,MILANO,1993
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Fig.2
1.1.2 CLAVICOLA
La clavicola è un osso lungo, pari e simmetrico a forma
di esse disposta trasversalmente, al davanti della prima
costa, tra sterno e scapola.
Essa forma la parete anteriore del cingolo scapolare.
Possiede un corpo e due estremità mediali (clavicolare)
e laterale (sternale).
Il corpo, forma una doppia curva, una mediale,
convessa in avanti, l’altra laterale, convessa in addietro.
Un poco appiattito dall’alto in basso il corpo offre a
considerare due facce: superiore ed inferiore, separate
da due margini, anteriore e posteriore.
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NOTE
Fig.2 da ANATOMIA UMANA,BALBONI G.C. E VARI,EDI-ERMES,MILANO,1993
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La faccia superiore è rugosa lateralmente, dove dà
attacco ai muscoli trapezio e deltoide, si fa più liscia
medialmente dove da origine al capo clavicolare del
muscolo sternocleidomastoideo.
La faccia inferiore è percorsa longitudinalmente dalla
doccia per il muscolo succlavio; presenta poi presso
l’estremità mediale la tuberosità costale per l’attacco del
legamento costo-clavicolare e, in vicinanza legamenti
coraco-clavicolari.
Il margine anteriore è arrotondato medialmente, dove
dà origine a fasci del gran pettorale, si fa più sottile
lateralmente dove dà attacco al deltoide.
Il margine posteriore, smusso, dà origine lateralmente
al muscolo trapezio.
L’estremità mediale della clavicola è prismatico
triangolare e mostra la faccia articolare sternale per
l‘articolazione con il manubrio dello sterno.
L’estremità laterale della clavicola è appiattita dall’alto
in basso.
Termina con la faccia articolare acromiale per
l’articolazione con l’acromion della scapola.
fig.3
NOTE
Fig.3 da ANATOMIA UMANA,BALBONI G.C. E VARI,EDI-ERMES,MILANO,1993
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1.1.3 OMERO
L’omero forma lo scheletro del braccio.
E’ un osso lungo e consta di un corpo (diafisi) e due
estremità (epifisi) rispettivamente superiore
(prossimale) ed inferiore (distale).
Il corpo dell’omero ha forma prismatico triangolare con
tre facce e tre margini.
La faccia antero mediale presenta superiormente una
doccia longitudinale: è il solco bicipitale che dà
passaggio al tendine del capo lungo del bicipite.
Tale solco è delimitato da due labbri, di cui il laterale è
detto cresta del tubercolo maggiore ed il mediale è
chiamato cresta del tubercolo minore.
Sotto al solco si osserva il foro nutritizio deputato al
passaggio dei vasi nutritizi dell’omero al di sopra del
quale è visibile un’impronta per l’inserzione del
coracobrachiale.
La faccia anterolaterale mostra sopra alla sua parte
media, una rugosità a forma di V, la tuberosità
deltoidea, sulla quale si inserisce il muscolo
deltoide(fig.4).
La faccia posteriore è percorsa obliquamente da una
doccia ,il solco del nervo radiale, una scanalatura
elicoidale che divide la faccia posteriore in due parti una
superiore dove prende attacco il capo laterale del
tricipite e una ,inferiore donde origina il capo mediale
dello stesso muscolo (fig.5).
L’estremità superiore dell’omero mostra un’ampia
superficie levigata a forma di segmento di sfera,
rivestita di cartilagine ,la testa dell’omero;
questa volge medialmente ed in alto il suo asse forma
con quello del corpo un angolo di 130°.
La testa dell’omero è deputata ad articolarsi con la
fossa glenoidea della scapola ;la testa è delimitata
perifericamente da un restringimento circolare detto
collo anatomico.
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Lateralmente al collo anatomico si solleva un robusto
rilievo , che è il tubercolo maggiore ; ancora
lateralmente al collo anatomico , antero medialmente al
tubercolo maggiore , si trova il tubercolo minore.
L’estremità inferiore è appiattita in senso antero-
posteriore.
Essa presenta alla sua estremità inferiore un’ampia
superficie articolare, scomponibile in due parti, l’una
laterale e l’altra mediale.
Quella laterale è il condilo quella mediale è la troclea.
Il condilo è simile ad un segmento di ellissoide di
rotazione ed è deputato ad articolarsi con la testa del
radio.
Sopra di esso si trova la fossetta radiale, entro la quale
si adatta il margine anteriore della testa del radio nel
movimento di flessione dell’avambraccio sul braccio.
La troclea ha la forma di una puleggia e serve per
l’articolazione con l’incisura semilunare dell’ulna.
Sopra la troclea sulla faccia anteriore dell’estremità
distale si trova la fossetta coronoidea , dove si adatta il
processo coronoideo dell’ulna nella flessione
dell’avambraccio sul braccio.
Ancora sopra di essa , ma sulla faccia posteriore
dell’estremità distale
Si trova la fossa olecranica , dove si adatta l’olecrano
dell’ulna nel movimento di estensione dell’avambraccio
sul braccio.
L’estremità distale dell’omero è slargata ,su ciascuno
dei lati si trovano due rilievi rugosi; quello mediale è
detto epitroclea e quello laterale epicondilo.
L’epitroclea più voluminosa è posta supero-
medialmente alla troclea e presenta sulla sua superficie
posteriore il solco del nervo ulnare.
L’epicondilo più piccolo è posto supero-lateralmente al
condilo.
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fig.4 fig.5
1.2 LE ARTICOLAZIONI
La spalla , articolazione prossimale dell’arto superiore ,
è la più mobile di tutte le articolazioni del corpo umano.
Possiede tre gradi di movimento , che permettono
l’orientamento dell’arto superiore in rapporto ai tre piani
dello spazio , grazie ai suoi tre assi principali.
ASSE TRASVERSALE ,che è contenuto sul piano frontale:
permette i movimenti di flesso-estensione eseguiti sul
piano sagittale.
NOTE
Fig.4, fig.5 da ANATOMIA UMANA,BALBONI G.C. E VARI,EDI-
ERMES,MILANO,1993
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Description:arti marziali in genere( Judò). Invece per i traumi indiretti può essere come la artrite tubercolare , la tifica , la brucellare , la luetica , sono oggi quasi